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FISCO/ Padoan, l’evasione non si batte con i blitz ma con una drastica semplificazione

L’evasione fiscale «non si batte con i blitz ma con la costruzione costante di un rapporto di fiducia con i cittadini». Rapporto di fiducia che si ottiene attraverso una «semplificazione drastica» del sistema, per «rendere più facile la vita dei contribuenti onesti». Il ministro dell’Economia, Carlo Padoan, non ha dubbi sulle armi da mettere in campo per vincere la guerra contro gli evasori e, allo stesso tempo, assicurare al paese un futuro di crescita. Perchè la ripresa economica, sottolinea più volte il titolare del dicastero di via XX settembre intervenendo alla trasmissione ‘In mezz’orà su Rai tre, parte da un sistema più semplice, in grado di attrarre investimenti e invertire la rotta di un paese che «da 20 anni non cresce». «Vogliamo risolvere alla radice» i problemi legati al fisco, «semplificare al massimo il sistema di pagamento e la trasparenza», spiega il ministro. «I cittadini aspettano dal governo un trattamento migliore, in termini di modalità di pagamento delle tasse. Questo è un loro diritto». «L’idea del governo è duplice: semplificare drasticamente il sistema tributario, e quindi semplificare la vita ai contribuenti onesti, e spostare il carico fiscale in modo tale che alla fine ci sia, a parità di gettito, più crescita e più lavoro». L’operazione dell’esecutivo è partita con il decreto legge Irpef, che contiene il bonus strutturale di 80 euro. Garantire la continuità della misura, spiega il ministro, «aumenta la fiducia dei cittadini» e, di conseguenza, consente di uscire «più velocemente dalla crisi». Le risorse arriveranno dagli interventi di spending review, come «le misure legate al controllo dei prezzi». Il lavoro di Carlo Cottarelli sta proseguendo in questa direzione e procede «in grande sintonia» con il governo, assicura Padoan.
Il provvedimento, che la prossima settimana otterrà il via libera definitivo da parte del parlamento, «ha una duplice valenza: di sostengono ai redditi medio-bassi e di riduzione del cuneo fiscale. Aiutiamo la competitività delle imprese tramite l’abbassamento dei costi», spiega li ministro. Il decreto, prosegue Padoan, va considerato all’interno di «un una strategia complessiva che ha ridotto le tasse sul reddito, le imposte sulle imprese e continuerà ad alleggerire pressione fiscale» che si sposta sugli intermediari finanziaria. Anche l’introduzione della Tasi fa parte di una «strategia complessiva coerente» in linea con gli indirizzi generali dei paesi avanzati: «tassare meno il lavoro e le imprese, tassare di più la ricchezza finanziaria». Quanto alla possibilità di allargare la platea dei beneficiari, «ovviamente dipende dalle coperture, faccio il mio mestiere di ministro e le coperture sono indispensabili». «L’obiettivo del governo è quello di allargare la platea», aggiunge. Per un decreto legge in dirittura d’arrivo, c’è un altro dl che sta per iniziare il suo iter parlamentare. Il provvedimento varato dal Cdm dello scorso venerdì è «estremamente complesso, e contiene molte misure volte ad aiutare direttamente le imprese, tramite sgravi fiscali, investimenti agevolati per la patrimonializzazione ed eliminazione delle barriere che impediscono agli intermediari finanziari non bancari di fare credito alle imprese», spiega Padoan.«Da un punto di vista degli stimoli fiscali diretti» il provvedimento prevede un intervento «di alcune centinaia di milioni, ma non è questo il punto. Le misure avranno un impatto a leva, a moltiplicazione, di dimensioni molto importanti», assicura il ministro.

Con le norme messe in campo dal Cdm, inoltre, si punta a rendere «più facile e attraente investire in Italia. Questo vale sia per le imprese italiane che per quelle estere, che vogliono venire in Italia». L’arrivo di capitali esteri è fondamentale, secondo Padoan, per rilanciare la compagnia aerea di bandiera. «Credo che il modo migliore per valorizzare Alitalia, e l’Italia, è di fare una compagnia di primo livello» attraverso «le alleanze, la messa insieme di capitali e di know-how». «I fondi di investimento non sono degli speculatori ma agenti che hanno un’enorme quantità di ricchezza, che pregano in ginocchio di poter investire e restare in Italia 5-10 anni». Per attirare questi capitali, però, occorre fare le riforme che «stiamo facendo». «Si sta aprendo un finestra di opportunità eccezionale e sarebbe solo colpa nostra, del governo, se la perdessimo». La ripresa economica è a portata di mano, bisogna afferrarla e cambiare il segno negativo che ancora non è stato possibile staccare dalla crescita. Bisognerà attendere i risultati del pil nel secondo trimestre, «per capire quanto il primo trimestre è un fatto isolato piuttosto che una tendenza». «Il sentiero è stretto», osserva Padoan. «Gli obiettivi a cui siamo tenuti, sia per l’Europa che per la legge italiana sono gli equilibri strutturali, al netto dell’andamento del ciclo, quindi l’intensità dell’aggiustamento già in atto non viene toccato. Continuiamo nella direzione che abbiamo preso e continuiamo a usare tutti i margini che abbiamo, nel rispetto dei vincoli». ministro assicura di conoscere i problemi del Paese. «Quello che mi rende ansioso non sono questi problemi ma gli aspetti personali, antipatici, che sono legati al mio lavoro, che sono maggiori a quelli che pensassi. È l’uso spregiudicato del pettegolezzo che mi ha sorpreso». Quanto al clima all’interno del Mef, Padoan sottolinea che il ministero «è una macchina molto complesso» che viene messa a servizio di «un’azione di governo estremamente intensa». Lo spirito di corpo e Tutti i funzionari «lavorano ore innumerevoli, rispetto alla normalità, con compensi ridicoli, rispetto a quello che si potrebbe ottenere in condizioni normali». Ci potrebbero essere dei momenti di «malcontento ma c’è »un’abnegazione estremamente fantastica«. Infine, parlando del semestre europeo di presidenza italiana, il ministro sottolinea che occorre »rimettere in moto la crescita e aggredire la disoccupazione«. »Abbiamo in mente due terreni nel quale pensiamo di avere dei risultati concreti: usare la finanza per la crescita, attraverso il sostegno alle piccole imprese, e arrivare a dei giudizi che tengano conto degli sforzi fatti da parte dei paesi per l’aggiustamento e strutturale. Il nostro è uno dei paesi più avanzati« su questo fronte. »Abbiamo fatto un aggiustamento fiscale di dimensioni gigantesche, molto più di altri paesi e non dobbiamo perderlo. Non si tratta di dire buttiamo a mare« quanto fatto, »ma aggiungiamo la dimensione della crescita«. »Dai contatti che sto avendo con i colleghi«, sottolinea Padoan, emerge che la questione del cambiamento dell’agenda europea »sarà colto con favore da tutti. Le riforme sono nell’interesse di tutti e la flessibilità è implicita, si tratta di tirarla fuori«.

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