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Tra Latina e Cesena in palio la Serie A

L'allenatore del Latina Roberto Breda


“Ci vorrebbe l’Olimpico”. Lo stanno dicendo in tanti a Latina, una città impazzita per la sua squadra di calcio. Nelle due partite della finalissima play off della serie B, domenica in Emilia-Romagna, e mercoledì nel Lazio, la squadra allenata da Roberto Breda cercherà di concretizzare l’incredibile sogno della serie A. “Non sono decoubertiano e non mi accontento. Voglio raggiungere il traguardo”, oggi il tecnico ha caricato ancora di più l’ambiente.
Sarebbe una prima volta per i neroazzurri. Ma c’è già una prima volta per il calcio italiano, perché finora nessuna squadra, da debuttante assoluta tra i Cadetti, si era avvicinata così tanto al doppio salto, dalla Lega Pro (l’ex serie C) alla serie A. In città mercoledì è stata festa fino a notte per il pareggio casalingo 2-2 contro il Bari, che ha bissato lo stesso punteggio dell’andata, eliminando i pugliesi, e facendo impazzire di gioia il pubblico dello stadio Francioni. Anche i giocatori, nello spogliatoio, non si sono risparmiati con i festeggiamenti, ripresi e poi ovviamente postati sui social.
Breda ha cercato di riportare la calma sin dall’allenamento successivo, ma non è stato facile. Perché i giocatori “sentono” la spinta di una città tappezzata di bandiere neroazzurre, e che, per ora, non riesce proprio ad occuparsi dei Mondiali, come dimostrato dalle lunghissime file per la caccia al biglietto delle due partite. Domenica l’esodo dei tifosi del Latina dovrebbe portare a Cesena almeno duemila persone, mentre, per la gara di mercoledì, l’ultima, quella decisiva, non ci potranno essere più di ottomila spettatori al Francioni. Ecco perché “ci vorrebbe l’Olimpico”, in quanto le richieste arrivano da decine di migliaia di persone.
Ma tutta questa pressione potrebbe “togliere il fiato” a Jonathas, Viviani e agli altri protagonisti di questa favola? Breda e il suon staff dicono di “no”, e la società, nel momento più importante della sua storia, sottolinea l’intenzione di proseguire “il proprio lavoro puntando sull’affiatato gruppo ‘tutto pontino'” e definisce il nuovo assetto societario.
Roberta Cavicchi, una delle poche donne dirigenti del calcio italiano, sarà affiancata nel ruolo di presidente da Pasquale Maietta, prima era il vice, con Fabrizio Colletti che assume la carica di direttore generale. Nuovo assetto anche per le quote societarie: Maietta ha il 50%, la parte restante viene divisa tra Fabrizio Colletti (25%) e Roberta Colletti (25%). Tutte operazioni per un futuro tranquillo. Che sarà in B se il Cesena interromperà la corsa del Latina o in serie A se invece il sogno dovesse diventare una fantastica realtà

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