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Roma sott’acqua e in ginocchio, la Procura apre un’inchiesta

Ci avevano assicurato che non sarebbe più successo, che avrebbero provveduto. E invece Roma è di nuovo nei guai, sott’acqua, letteralmente in ginocchio per una violentissima perturbazioone – peraltro abbondantemente annunciata – che continua a picchiare duro da almeno 48 ore. Dopo il nubifragio, ancora una notte d’acqua, grandine, fulmini, forti tuoni e vento sulla capitale. Le nuove piogge hanno creato disagi alla circolazione, già nelle prime ore del mattino, con strade allagate.
In particolare, fino a poco dopo le 11 la metro A è rimasta inattiva tra Arco di Travertino e Anagnina e viceversa, poi è stata riaperta in entrambi i sensi di marcia. Sulla metro B, invece, è rimasta chiusa fino a poco dopo le 10 la stazione Pietralata, poi riaperta anche in direzione Rebibbia, mentre il resto della linea ha sempre funzionato.

Ancora una giornata di caos per i trasporti, quindi, nonostante il sole abbia fatto a tratti capolino in mattinata in alcune zone di Roma per poi ri-velarsi dietro nuvole nere. Irritati i passeggeri costretti a lunghe attese sulle banchine delle metropolitane o dei bus navetta che sostituiscono il servizio. Come quelli intrappolati nelle auto incolonnate di buon’ora per il rientro al lavoro dopo il riposo di ieri.E proprio sui danni e i disagi in città, mentre l’assessore alla Mobilità Guido Improta ha chiesto spiegazioni ad Atac, la Procura di Roma indaga per ora senza ipotesi di reato. Il Codacons ha depositato un esposto chiedendo che vengano accertati “i fatti e le relative responsabilità, alla luce dei reati di disastro, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e altre fattispecie penalmente rilevanti connesse agli allagamenti registrati nella Capitale”. La stessa associazione ha chiesto anche ad Atac “di risarcire gli utenti in possesso di regolare abbonamento per gli immensi disagi subiti, e sta studiando la possibilità di azioni legali contro l’azienda”. Nei mesi scorsi i pm del gruppo incolumità pubblica, coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, avevano già avviato indagini sui danni del maltempo a Prima Porta e Torrino dello scorso inverno.
E’ lungo, intanto, l’elenco delle vie interdette al traffico dalla polizia municipale che, come informa su Twitter il comandante Raffaele Clemente, ha schierato in campo 100 agenti, 14 moto, 142 auto pattuglie di viabilità (di cui 25 impegnate sulla Tuscolana), 120 unità in altri servizi.

Gli allagamenti si sono verificati in via Quirino Majorana; all’incrocio tra via Parini e via Prati; in via Tiburtina, da viale Massimo a piazzale delle Crociate; in via dei Gordiani. Allagamenti anche in centro, in via dei Fori Imperiali, all’altezza di largo Corrado Ricci. E, ancora: in via della Magliana; via Appia Pignatelli tra via dell’Almone e via di Quarto Miglio; all’incrocio tra via della Muratella e via Alessandro Marchetti e tra via Castrense e via Altamura; in via dell’Acqua Acetosa Ostiense.

Allagato anche il sottopasso Colombo-Pontina, dove due veicoli e un autocarro sono rimasti in avaria, e il sottovia per la stazione Tiburtina; chiusa per allagamento e per la caduta di un albero via del via del Caravaggio. Sulla Laurentina, all’altezza di Castel di Leva, è caduto un palo della luce, poi rimosso; rami sulla carreggiata si segnalano sempre in via Laurentina. Chiusa per allagamento e rischio smottamento via Mostacciano. Allagamenti e manto stradale dissestato in via Casilina, all’altezza di Ponte Tor Bella Monaca. Largo Preneste è stato invece riaperto al traffico alle 6.30.

Chiusa per maltempo anche via di Santa Seconda. Per una voragine in via Trionfale, altezza via Monte Gaudio, la viabilità procede in una sola carreggiata. Traffico e code su via Tuscolana code, tra il Grande Raccordo Anulare e via dei Pisoni. Chiusa via Portuense, tra via Bartolomeo Cristofori e via Antonio Pacinotti in entrambe le direzioni. Traffico congestionato sulla via Cassia code tra il Gra e via Due Ponti e su via Salaria, con code tra via Sambuca Pistoiese e Tangenziale Est in direzione centro a tratti. Difficoltà di circolazione su via Ardeatina per allagamento.
Risolte dalla protezione civile capitolina le situazioni più critiche come quelle che hanno interessato via Aurelia, al km 10 e al 13, via Ardeatina nella zona della Cecchignola, il sottopasso del Gra all’altezza di via di Fioranello, viale Castrense, via dell’Oceano Pacifico, viale Marconi all’incrocio con via Veronesi e via della Maglianella. Conclusi anche gli interventi per liberare il sottopasso di via Tiburtina all’altezza della stazione ferroviaria e quello di via Lanciani. Restano momentaneamente chiuse invece, sempre per allagamenti, via Portuense tra via Cristofori e via Pacinotti e via di Pietralata tra via Bencivenga e via dei Monti Tiburtini. Inoltre sono stati effettuati interventi per liberare locali e garage allagati in viale Palmiro Togliatti, via Ignazio Silone e via Rocca Priora. Tre frane invece sono state rimosse su via Ardeatina, in direzione fuori Roma, e via Castel di Leva. Interventi per rimuovere tronchi d’albero abbattuti o danneggiati dal maltempo sono stati effettuati in via Livorno, via Lanciani, via Pigorini e via Cirenaica.
E se in XV municipio è stata aperta un’unità di crisi “che è possibile contattare per richieste di intervento al numero 0667697302 oppure 0667697320”, Raimondo Fabbri, capogruppo Ncd in municipio XIII sostiene che in quella zona “il territorio è fuori controllo da parte dell’amministrazione di centrosinistra dopo l’alluvione del 31 gennaio un’altra bomba d’acqua mette in ginocchio il nostro municipio e cosa ancor peggiore si devono vedere i rifiuti, solcare le acque che hanno invaso le sedi stradali”.

Ma non è finita: fino a martedì mattina per la Protezione civile sarà ancora emergenza, con pioggia, grandinate, raffiche di vento e tempeste di fulmini. Inoltre, come se non bastassero gli effetti immediati del nubifragio, nelle prossime ore scatterà l’allerta per possibili smottamenti e crolli nelle aree archeologiche e in quelle a più elevato rischio idrogeologico, di codice arancione.

L’assessore alla Mobilità Guido Improta fa sapere di aver chiesto ai vertici “di Atac di accertare le gravi e diffuse responsabilità che hanno determinato l’allagamento delle stazioni Anagnina e Cinecittà della linea A della Metropolitana” ieri. “L’eccezionalità del nubifragio che si è abbattuto ieri pomeriggio, in particolare sulla zona sud di Roma, non può giustificare l’interruzione del servizio che, ancora questa mattina, perdura – prosegue – Voglio sapere perché non si sono messi in sicurezza gli impianti e perché le pompe di aggottamento, indispensabili per portar via l’acqua dalle gallerie, non sono entrate in funzione” ha detto l’assessore che è andato poi all’attacco della giunta precedente: “Se chi c’era prima di noi, invece di assumere amministrativi, avesse assunto gli ex Intermetro che sono ancora a spasso privi della di cassintegrazione e stipendi, forse certe situazioni si sarebbero potute evitare”. “Intermetro – ha spiegato Improta – è la vecchia società di progettazione del Comune di Roma che è in parte confluita in Roma Metropolitane. Alcuni tecnici che si occupavano degli impianti di manutenzione dovevano completare degli interterventi sulla metro: ad esempio sulla pompa di aggottamento di Cinecittà non c’era nessuno che stanotte sapeva metterci mano e addirittura qualcuno ignorava l’esistenza della pompa stessa. Quindi il problema è capire perché l’acqua è entrata alla stazione Anagnina ma è anche capire perché poi non sia entrata in funzione questa pompa che serve proprio a far defluire l’acqua. Se non ci sono persone che fanno manutenzione è chiaro che non funzioni”.

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