| categoria: politica

SCHEDA/ Da Mattarellum a democratellum, le proposte in campo

Con il «Democratellum», messo in campo oggi da Grillo per sedersi al tavolo delle riforme insieme a Renzi e al Pd, si infittisce la selva delle leggi elettorali sul tappeto, tutte con l’immancabile nome in latino che quasi sempre termina in «ellum». Questi, in estrema sintesi, i sistemi di cui si discute: – MATTARELLUM – Sistema misto, prende il nome da Sergio Mattarella che lo mise a punto dopo il referendum del 1993. La legge è stata in vigore dal 1993 al 2001. Il 75% dei seggi viene assegnato nei collegi uninominali con il sistema maggioritario. Il restante 25% con metodo tendenzialmente proporzionale, ma con meccanismi che variano tra i due rami del Parlamento: alla Camera prendono seggi le liste che superano la soglia del 4%, al Senato invece non c’è nessuno sbarramento. – PORCELLUM – Sistema proporzionale nella forma, ma con un premio per il primo classificato che lo trasforma in un super-maggioritario. Non si esprimono preferenze: i partiti presentano liste bloccate e i candidati vengono eletti secondo l’ ordine di presentazione, sulla base dei seggi ottenuti dalla singola lista. Alla Camera ci sono soglie di sbarramento su base nazionale: il 10% per le coalizioni, il 2% per le liste «coalizzate»,il 4% per chi si presenta da solo. Il premio scatta per la coalizione o il partito più votato: consente di ottenere, alla Camera, 340 dei 630 seggi totali, indipendentemente dal totale dei consensi raccolti. Anche al Senato c’è un premio, ma viene distribuito regione per regione. Per questo motivo il meccanismo può dar vita a una maggioranza diversa da quella della Camera. – CONSULTELLUM – È il «Porcellum» corretto dalla sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2014.Tolto il premio di maggioranza si ottiene un sistema proporzionale puro con preferenze. Diverse le soglie di sbarramento: 20% per le coalizioni; 3% per le liste autonome che fanno parte di una coalizione; 8% per i partiti non coalizzati e per quelli le cui coalizioni non hanno raggiunto il 20%. – ITALICUM – Vale solo per la Camera. È un proporzionale con un premio di governabilità che dà la maggioranza assoluta al partito o alla coalizione vincente. Ma, a differenza del porcellum, per incassare il premio si deve aver superato la soglia del 37% dei voti. Il premio dà la possibilità al vincitore di poter contare su 340 seggi, cioè il 55% del totale. Per avere seggi si deve superare lo sbarramento: 8% se un partito si presenta da solo; 4,5% se ci si presenta all’ interno di una coalizione; 12% per le coalizioni. Liste brevi e bloccate, in piccole circoscrizioni, in cui vengono eletti da 3 a 6 deputati. Niente preferenze. Le liste dei candidati dovranno essere per il 50% di donne e per il 50% di uomini, senza alternanza obbligatoria. Se nessuno raggiunge la soglia del 37% si va al doppio turno. Chi vince ha 327 seggi. – DEMOCRATELLUM – Sistema proporzionale «in circoscrizioni di dimensioni intermedie» che, grazie a un correttivo consente l’accesso al Parlamento anche alle forze politiche più piccole. Così il blog di grillo descrive la proposta di legge elettorale del M5S. Si potrà esprimere un voto di preferenza, ma si potranno anche cancellare i candidati sgraditi «favorendo così una più diretta responsabilità degli eletti verso gli elettori». – Ma nel 2007 ci fu anche il VASSALLUM (mai approvato) dal nome del suo creatore, il politologo Salvatore Vassallo. Mentre nel 1995 vide la luce una legge maggioritaria anche per le Regioni che venne battezzata TATARELLUM dal parlamentare di An ora scomparso Pinuccio Tatarella.

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