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Bossetti intorno a casa di Yara. I negozianti: “Era sempre qui”

Yara conosceva il suo assassino. Ne sono convinti gli investigatori che ora, dopo il fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato del delitto della ragazzina, stanno ricostruendo i possibili punti di contatto tra la vita di Yara Gambirasio e il muratore di Mapello. Due esistenze apparentemente distanti, ma in un paese abitare a sette chilometri l’uno dall’altro significa condividere un mondo: stessi negozi, conoscenti in comune, la medesima parrocchia. Come racconta il quotidiano Il Messaggero, i Gambirasio erano assidui frequentatori e la famiglia Bossetti partecipava sempre alla messa della domenica. “Qui potrebbero essersi conosciuti – dicono gli inquirenti -. Di certo l’assassino non ha scelto a caso la sua vittima”.
Yara aveva percepito di essere in pericolo. Qualche settimana prima di essere rapita davanti al centro sportivo di Brembate, secondo quanto riportato da Il Corriere della sera, si era spaventata perché aveva notato un uomo che la osservava. Lo aveva raccontato al fratellino, ma poi quella sensazione si era affievolita e anche i genitori non avevano fatto troppe domande, forse per non turbarla ulteriormente. Quel dettaglio torna adesso al centro dell’indagine e assume tutt’altra valenza.
Dal centro estetico Oltremare, dove in passato faceva due lampade abbronzanti a settimana, al Loto cafè, dal Carrefour al negozio di foto di cui è titolare Mauro Locatelli, dall’edicola del signor Peppe al benzinaio Shell. Sono tanti i negozi a Brembate, non lontani dalla casa di Yara e dalla palestra, che il presunto assassino Massimo Bossetti frequentava. Almeno fino a poco tempo fa. Lo raccontano ora i titolari degli esercizi commerciali ai molti giornalisti che hanno assalito la zona. Anche l’auto, una Volvo, avvistata più volte dietro la plaestra. Sono in molti a parlare, dopo aver saputo il nome e vistyoi le foto di Bossetti.
“Gli accertamenti da svolgere hanno tempi sicuramente piu’ lunghi” di quelli auspicati dalla stampa. E’ quanto ha tenuto a chiarire il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, nel corso di un incontro coi giornalisti sul fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. Per il questore si indaga per accertare se il presunto killer di Yara abbia agito da solo. “I casi vengono chiusi quando c’e’ sentenza definitiva”, ha risposto Finolli, incalzato dai cronisti. “Dobbiamo svolgere una serie di accertamenti – ha proseguito – dobbiamo attualizzare la presenza della persona a quattro anni fa”.

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