| categoria: Roma e Lazio

Storace: per avere fondi regionali le aziende comunali dovranno presentare prima i piani

«Le aziende comunali che erogano servizi pubblici essenziali dovranno fare il loro dovere se vorranno continuare a usufruire dei finanziamenti regionali, a partire dalla preventiva presentazione dei piani industriali. È quanto stabilisce un emendamento approvato all’unanimità dalla Commissione Bilancio regionale nella discussione del collegato alla finanziaria proposta dal capogruppo de La Destra, Francesco Storace». Lo si legge in una nota dell’ufficio stampa di Storace. «Questo il testo dell’emendamento approvato – si legge ancora – I comuni che possiedono quote maggioritarie in società che erogano prestazione di servizi pubblici essenziali mediante contratto di servizio, rispetto alle quali la Regione Lazio possiede quote anche minoritarie delle azioni, ovvero contribuisca con risorse finanziarie proprie, qualora approvino o adottino piani industriali anche attraverso l’apertura delle procedure previste dal disposto degli articoli 4 e 24 della legge n. 223/1991, sono tenute a trasmettere preventivamente i suddetti piani alla regione allo scopo di armonizzare le azioni di governance aziendale e di perseguire in maniera sinergica obiettivi comuni; la Regione, entro e non oltre trenta giorni dalla trasmissione dei piani industriali di cui al comma 1, fornisce ai Comuni il proprio parere motivato e le proprie osservazioni, con apposita delibera di Giunta sentite le commissioni competenti; in caso di inosservanza da parte dei Comuni della procedura di cui ai commi 1 e 2, o di mancato recepimento delle eventuali osservazioni della Regione, è data facoltà a quest’ultima di recedere dalle partecipazioni societarie eventualmente possedute, ovvero sospendere o ridurre i finanziamenti in quota parte corrisposti ai sensi del comma 1». Per Storace «la nuova norma regionale rivoluziona i rapporti con i comuni a partire dal Campidoglio. Ad esempio persino l’assessore Improta dovrà spiegare alla regione per filo e per segno come spenderà i soldi nel pozzo chiamato Atac. Anche per decidere su eventuali prepensionamenti e part-time sarà necessario un confronto preventivo con la regione».

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