| categoria: sanità

Ricetta elettronica ferma in Lazio, Abruzzo e Calabria

Prescritte in modo digitale dal medico e visibili sul terminale del farmacista, ma anche negli archivi del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Sono così le ricette elettroniche che stanno sostituendo, a velocità diverse a seconda delle regioni, le classiche rosse filigranate. «Lazio, Calabria, Abruzzo e la provincia di Bolzano sono ferme ai blocchi di partenza. Ci sono stati incontri ma per ora nulla di concreto. In Liguria, Friuli Venezia Giulia e Sardegna si parte in questi giorni». A fare il quadro è Daniele D’angelo, direttore di Promofarma, la società di Federfama che si occupa di sanità digitale. «Sono a regime – aggiunge – e hanno una copertura di circa il 80-90%, solo la Sicilia, la Val D’Aosta e la Basilicata tutte con sistema Sac, ovvero Sistema di Accoglienza Centrale, mentre l’unica a regime con il sistema Sar (Accoglienza Regionale) è la provincia di Trento. Le altre stanno sperimentando su campioni di diversa grandezza». Ognuna con i suoi tempi e suoi modi, le regioni italiane si stanno adeguando alla ricetta elettronica, spinte dalla scadenza, non rispettata, di far partire tutte le sperimentazioni entro il 30 giugno, come auspicava la Ragioneria generale dello Stato che gestisce il progetto. Alcune stanno sperimentando da tempo, come la Lombardia, partita tra le prime con circa 20 farmacie e adesso con l’obiettivo di raggiungere tutto il territorio entro il primo ottobre. Situazione simile in Emilia Romagna dove si sperimenta da almeno un anno e si prevede la messa a regime entro il 2015. Successivamente si sono accodate, sempre con piccoli gruppi locali, il Piemonte, il Molise e la Campania, dove le cose vanno più a rilento. In Puglia, invece, si è quasi rischiato un blocco a causa della complessità del sistema individuato per gestire. In Veneto si è partiti di recente e come nelle Marche, dove la sperimentazione ha coinvolto 327 farmacie sulle 522 totali e 108 medici di medicina generale. Ultima la Toscana, dove è partita a metà giugno nella provincia di Empoli. Controlli più precisi più rapidi e meno costosi da parte delle Asl non dovranno più verificare che i conti coincidano con quelli della farmacia, con un risparmio in termini di tempo risorse umane, ma anche con la possibilità evitare eventuali errori del medico. Questo prevede la ricettazione elettronica. Il promemoria non sparirà del tutto, per garantire che qualcosa la rete o il pc del farmacista non funzioni, si possa comunque dispensare il farmaco. E anche la ricetta rossa non scompare ma continuerà ad essere utilizzata per le prescrizioni diagnostiche e specialistiche. «Siamo lontani dalle indicazioni dell’Agenda Digitale (legge 221/2012) che prevedeva l’80% delle ricette elettroniche nel 2014 e il 90% nel 2015. Ma siamo fiduciosi», conclude D’Angelo. «Può essere utile, una volta regime, tra l’altro con la digitalizzazione si possono aprire funzionalità diverse, come il piano terapeutico. Ma per ora i problemi sono tanti, a seconda delle regioni», è il commento di Giacomo Milillo, segretario della Federazione Medici di Famiglia(Fmmg).

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