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Yara, fratello e commercialista smentiscono l’alibi di Bossetti

Sembra non reggere l’alibi di Massimo Bossetti. Secondo i verbali, il bergamasco ha dichiarato al pm di essere passato spesso dal paese di Yara “per andare da mio fratello e dal mio commercialista”. Peccato che il primo ammetta “di vederlo di rado” e che il secondo ricorda di “vederlo una volta al mese, per le fatture”. Non regge nemmeno il racconto di quel “26 o 27 novembre”. Mistero anche sull’ultimo sms di Yara: inviato dall’auto del killer?

Il muratore si definisce metodico e abitudinario al punto di ricordarsi, appunto, cosa ha fatto “la sera del 26 o forse era il 27 novembre” perché “passando di fronte al centro sportivo vidi furgoni con grosse parabole e ne fui attratto”. Circostanza che non corrisponderebbe al vero in quando Yara fu rapita venerdì 26, il padre ne denunciò la scomparsa sabato mattina 27 e il circo mediatico arrivò solo domenica 28″.

La moglie ha chiesto di vederlo anche se per il momento Bossetti è in regime di isolamento.

L’ultimo sms in auto con l’assassino? – Inquietante e non del tutto chiaro un altro passaggio del verbale, quello riferito agli ultimi tre sms di Yara Gambirasio scambiati con una sua amica. Gli orari dei messaggini nelle celle di Ponte San Pietro (quella che copre il centro sportivo di Brembate) sono18.25 e 18.44 mentre il terzo (ore 18.49) è agganciato alla cella di via Natta a Mapello, molto lontano dal tragitto palestra-casa Gambirasio. Secondo gli inquirenti quell’sms potrebbe essere stato inviato a bordo dell’auto di Bossetti. Ma perché salire in macchina con uno sconosciuto?

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