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MOSE/ Il Consiglio comunale di Venezia “stacca la spina”: dimissioni

Ci sono volute quasi dieci ore per arrivare all’obiettivo: togliere la spina al consiglio comunale di Venezia, travolto dall’onda lunga del Mose che ha colpito direttamente il sindaco Giorgio Orsoni. I lavori dell’ultima seduta si sono conclusi intorno alle 22 con la presentazione, in contemporanea, delle dimissioni da parte di 24 consiglieri di maggioranza, che hanno decretato la decadenza dell’intera assemblea municipale. Ultimo atto di una seduta accesa e spesso interrotta dal pubblico che ha urlato «dimissioni» all’indirizzo degli scranni occupati a Cà Loredan, l’approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio 2013, che ha messo al riparo l’amministrazione dal rischio di sforamento del patto di stabilità. Approvata anche una mozione del centrosinistra in cui si sollecita una commissione parlamentare d’inchiesta sul Consorzio Venezia Nuova, auspicandone lo scioglimento. Convitato di pietra il sindaco, che ha affidato il suo pensiero ad una lettera riferita in aula dal presidente dell’assemblea. «Ritengo che il mio compito sia definitivamente concluso – ha spiegato Giorgio Orsoni – con le dimissioni da me rassegnate nei giorni scorsi». Nell’auspicare «una forte presa di posizione» del consiglio sulla questione del Consorzio Venezia Nuova, l’avvocato-sindaco non ha mancato di far trasparire tutta la sua amarezza. «Non è la conclusione che mi auguravo – ha ammesso – per un mandato che ho affrontato con l’entusiasmo di chi offre se stesso nella speranza di contribuire a migliorare la vita della sua città e che invece è stato e continua ingiustificatamente a essere assimilato a chi illecitamente ha speculato su di essa». I giorni trascorsi non hanno cancellato la sofferenza delle dimissioni. «Continua ad accompagnarmi – ha spiegato – e difficilmente mi abbandonerà, a fronte della persistente insistenza a non voler prendere atto della diversa natura dell’inchiesta avviata nei miei confronti». Come atto simbolico, quasi una sorta di testamento spirituale, il consiglio comunale ha approvato una mozione per chiedere a governo e parlamento l’immediata costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività del Consorzio Venezia Nuova, il superamento dell’attuale struttura del Magistrato alle acque e il trasferimento delle competenze al Comune, lo scioglimento del Consorzio e l’affidamento della supervisione e del controllo sui cantieri aperti a una authority indipendente. L’assemblea di Cà Farsetti ha annunciato la costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale «nei procedimenti in corso per corruzione, concussione e riciclaggio, finalizzata anche al recupero delle ingenti risorse economiche sottratte alla salvaguardia e alla rivitalizzazione socio-economica della città».

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