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Omicidio Yara, i Ris iniziano le analisi dalla Volvo e dall’autocarro di Bossetti


La Procura potrebbe chiedere il giudizio immediato con le prove a disposizione contro il muratore bergamasco. La scienza ha accertato che il dna trovato su mutande e leggins della ginnasta di Brembate è del figlio illegittimo di Guerinoni. Dettori ribadisce che «è diritto del Bossetti professarsi innocente, fa parte della dinamica processuale»
I rilievi dei Ris di Parma, che indagano sull’omicidio di Yara Gambirasio, cominceranno probabilmente dai veicoli a disposizione di Massimo Giuseppe Bossetti, un autocarro e un’automobile (una Volvo station wagon). Le analisi partiranno dai veicoli del muratore bergamasco fermato una settimana fa, lunedì scorso. perché più difficilmente modificabili rispetto ad altri oggetti acquisiti nell’ambito dell’inchiesta: indumenti, arnesi da lavoro e altro materiale, tra cui i computer. Le operazioni implicano che sia avvisato il difensore di Bossetti affinché possa nominare propri consulenti. Oggi il punto delle indagini in procura degli inquirenti che si occupano del caso Yara. Saranno presenti, oltre ai poliziotti e i carabinieri bergamaschi, anche personale dello Sco, del Ros dei carabinieri e il comandante dei Ris, il reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, il colonnello Giampietro Lago. Da studiare anche le prossime mosse sul fronte delle indagini che sono proseguite in questi giorni anche per verificare il racconto del muratore che continua a proclamarsi innocente.

«Credo che si possa tranquillamente andare a giudizio immediato». Così il procuratore di Bergamo Francesco Dettori ospite su Radio 24, parla del caso Yara Gambirasio. «La decisione di richiederlo – aggiunge – spetta al pm Ruggeri, ma ritengo di sì, che si possa fare il giudizio immediato. Dopo tanti anni, se si riesce ad arrivare a un giudizio dibattimentale il più rapido possibile significa anche dare un giusto conto del funzionamento della macchina della giustizia». Sul dna, Dettori ha affermato che «la nostra è una certezza processuale basata su prove scientifiche praticamente prive di errore. Questa prova è stata stabilita in un oggettivo molto ben specifico. Non si possono fare correlazioni con altri casi come quello di via Poma, sono casi diversi. Basti pensare a dove il liquido biologico si trovava, cioè sugli slip della adolescente in prossimità di una lacerazione degli slip stessi, e poi l’ulteriore contesto che lascio a voi valutare come le sevizie subite con un coltello. Tra l’altro poi colui che è stato identificato non ha niente a che fare con l’ambiente di normale e comune frequenza della ragazza». Comunque Dettori ribadisce che «è diritto del Bossetti professarsi innocente, fa parte della dinamica processuale. Ma la nostra è una verità scientifica. Allora, crediamo o non crediamo alla scienza? L’esattezza la danno in percentuale quasi totale. Poi si possono fare tutte le perizie del caso, se dovesse essere disposto un accertamento i margini ci sono per poterlo fare».

Dettori torna poi sulle polemiche sui costi dell’inchiesta, già definite nei giorni scorsi ‘aride e stupide’: «L’espressione che ho usato non la ricordo, ma perbacco rimango allibito. L’opinione pubblica ha esaltato questo caso accusando le forze dell’ordine e la magistratura di muoversi con lentezza. Risultato: esattamente il contrario. Per fare indagini del genere bisogna spendere soldi, è assurdo che si facciano queste affermazioni. Il bene supremo è la vita umana, non credo si possa badare a spese. Quanti soldi pubblici vengono sprecati? In questo caso credo siano stati ben spesi. Pare che un giornalista abbia indicato i 15mila accertamenti del dna come episodio da portare all’attenzione del Csm per un’eventuale responsabilità disciplinare, questo ovviamente prima del risultato della scorsa settimana. Io su queste cose non posso che essere polemico». Dettori spiega inoltre che la cosa che meno gli è piaciuta in tutti questi anni è «l’aggressione fatta alla collega Ruggeri. Sono state dette una serie di inesattezze, per non parlare di altri termini. La dottoressa Ruggeri ha lavorato benissimo, in modo professionale, come si doveva lavorare, come il Ris e lo Sco. Come tutti. Meglio di così non si poteva lavorare. In una trasmissione tv addirittura si è affermato che il terreno dove era stato trovato il cadavere era stato sequestrato, poi dissequestrato, poi si erano accorti che dovevano fare ancora gli accertamenti e l’hanno risequestrato. Una cosa più idiota di questa non l’avevo mai sentita. E la Ruggeri mi disse: ‘Ma Francesco stai scherzando? Il terreno l’abbiamo passato al vaglio centimetro per centimetro e solo dopo dissequestrato’. Ebbene, questi sono i mezzi di comunicazione di massa». Redazione Online News

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