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Rolling Stones al Circo Massimo, Roma guadagna 25 milioni

Roma supera anche il test Rolling Stones e si prepara ad ospitare eventi simili una volta l’anno, come annunciato dal sindaco Marino, entusiasta dell’idea di portare al Circo Massimo concerti storici come quello della band inglese. Lo show va in archivio senza problemi grazie anche allo schieramento messo in campo non solo dalla città e dalle forze dell’ordine ma anche dagli organizzatori del concerto che hanno impiegato un migliaio di steward per vigilare sia i varchi d’ingresso ma anche l’intera area archeologica, fino al Palatino. Dopo la doppia canonizzazione dei due papi dello scorso aprile, dunque, la Capitale porta a casa un altro successo organizzativo, anche se la calda domenica d’estate deve fare i conti anche con gli strascichi delle polemiche sui costi del mega-concerto e, soprattutto, sul prezzo «low cost» del Circo Massimo, concesso dal Campidoglio agli organizzatori per poco meno di 8 mila euro. Una cifra, ha ribadito anche oggi il sindaco Marino, figlia delle normative in vigore, ma che già da luglio potrebbero cambiare, arrivando ad aumenti fino a dieci volte, con l’approvazione del bilancio che comprenderà una delibera, fortemente voluta dal sindaco, già varata due mesi fa. Ma il primo cittadino oggi ha voluto porre l’accento sui profitti economici che un concerto come quello dei Rolling Stones porta alla Capitale attraverso l’indotto. «In un solo giorno Roma ha guadagnato 25 milioni di euro», annuncia a poche ore dall’inizio dello show. Dopo aver incontrato la band di Jagger e compagni, il sindaco ha parlato di un «evento straordinario che mette Roma al centro della mappa internazionale degli eventi più importanti». Un appuntamento storico che, con ogni probabilità, si ripeterà ogni anno. «Dobbiamo organizzare eventi di questo tipo nella città di Roma», afferma Marino riponendo positivamente alla proposta avanzata dagli organizzatori del mega show, «questo è il tipo di attività culturale su cui dobbiamo investire». La lunga giornata al Circo Massimo si chiude senza intoppi, tra le migliaia di «linguacce» simbolo della band britannica impresse su qualsiasi capo di abbigliamento, dalle t-shirt ai calzini. I più audaci mostrano anche tatuaggi dedicati alla band, mentre qualcuno alza al cielo striscioni dedicati ai loro idoli. La lunga fila di aficionados, cominciata di prima mattina, va via via accorciandosi in concomitanza con l’apertura dei cancelli, con centinaia di ragazzi da ore in attesa sotto il sole. L’ingresso al prato procede senza particolari resse o spintoni attraverso due diversi filtraggi, uno più esterno ed uno più vicino al palco. A presidiare la «zona rossa», completamente off-limits alla circolazione di auto e moto, ci sono carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale, sotto il coordinamento della Questura. E per effetto delle chiusure qualche ingorgo, specie in mattinata e nel tardo pomeriggio c’è stato. I vigili urbani riescono in poche ore ad allontanare i venditori ambulanti, sequestrando centinaia di ombrellini o bottigliette d’acqua venduti da chioschi non autorizzati. Nelle maglie dei caschi bianchi finisce anche qualche bagarino anche se in molti, quasi tutti campani, riescono a continuare vendere i biglietti, prima anche a 120 euro poi mano mano che passa il tempo anche a prezzi stracciati, sfuggendo ai controlli. A fine giornata saranno circa 500 i ticket falsi rintracciati dagli organizzatori. Al lavoro, sin dalle prime ore del pomeriggio, anche le squadre dell’Ama che hanno raccolto rifiuti e bottiglie lasciate per strada all’esterno del Circo Massimo.

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