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Appello del Cavaliere all’unità dei moderati. Ncd si smarca da Renzi? Alfano alla Farnesina?

«Torniamo uniti», è l’appello che Silvio Berlusconi lancia a tutti i moderati dalle colonne del suo ‘Giornalè. «Io non mollerò mai, non fino a quando l’Italia non sarà quel grande Paese liberale che abbiamo sognato» garantisce l’ex premier, che chiama alla comune battaglia sul presidenzialismo e chiede di «prepararsi per le prossime elezioni politiche, forse non lontane, nelle quali il confronto vero sarà ancora una volta tra noi del centrodestra e la solita sinistra, questa volta rappresentata dall’immagine più moderna di Matteo Renzi». Qualche segnale nel sismografo del centrodestra si registra da lì a qualche ora, quando il Pd Pippo Civati sul suo blog scrive un post titolato «Un giorno da Lupi» e rivela: «Pare che oggi ci saranno novità nel Ncd. Si parla di avvicendamenti, sostituzioni, dimissioni». Lo smentiscono però i fatti: poco prima di pranzo, infatti, in Aula alla Camera vengono annunciati i nomi di chi lascia il Parlamento italiano per andare in Ue. E il nome di Lupi non c’è, sebbene il ministro delle Infrastrutture abbia tempo fino al 30 giugno per ‘optarè e resti indicato come l’uomo chiave del possibile ricongiungimento con Berlusconi, in un centrodestra totalmente rinnovato, e tuttora in predicato di lasciare il governo, per dedicarsi al partito e all’Europa. Vero è che nei rumors su un possibile ‘ritoccò nel governo, tra i nomi dati più probabili per la sostituzione ci sono quelli di Stefania Giannini e Maurizio Lupi. E oggi circola addirittura la voce che, se Federica Mogherini dovesse prendere in Ue il posto della Ashton, potrebbe esserci l’ipotesi di Angelino Alfano alla Farnesina (e proprio a Lupi, a quel punto, toccherebbe occuparsi del Nuovo centrodestra). Di certo per ora c’è soltanto, di fronte agli sviluppi della partita sulle riforme, l’evidente necessità di Ncd di smarcarsi dall’egomenia renziana, per esempio rivendicando la «virata del premier sulle posizioni di Ncd, con le preferenze chieste dal Nuovo centrodestra ma invise a Forza Italia» e rimettendo in campo l’elezione diretta dei senatori. Intanto il Nuovo centrodestra punta come Forza Italia sulla elezione diretta del Presidente della Repubblica, possibile base comune per la ricostruzione di un nuovo centrodestra. E per evitare quello che Paolo Naccarato chiama «l’inesorabile oblio» nel governo a forte guida renziana, Ncd tenta una campagna di ‘differenziazionè politica, a partire dall’annuncio che domani verrà dato da tutto il partito in conferenza stampa delle leggi di iniziativa popolare su flat tax (riforma fiscale con aliquota unica), riforma della giustizia ed elezione diretta del presidente della Repubblica

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