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REGIONE LAZIO/ Quasi 4mila emendamenti alla spending review

Allargamento della fascia di esenzione della maggiorazione Irpef, un fondo per i Comuni, la riduzione degli organi di controllo. Sono alcuni dei provvedimenti contenuti nella legge regionale 147/2014, la ‘spending review’ della Regione Lazio, che è stata illustrata oggi all’Aula dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore. «Presentiamo oggi – ha spiegato l’assessore – le ‘Misure finalizzate al miglioramento della funzionalità della Regione Laziò approvate in Giunta il 20 marzo scorso e oggetto di un rilevante dibattito in commissione Bilancio in cui sono state ascoltate anche le parti sociali, gli organismi sindacali di categoria e confederali, gli organi datoriali e il Pio Istituto S. Spirito oltre alle audizioni di tutti. Il testo in Commissione – ha spiegato ancora – ha subito numerose modifiche e sono stati aggiunti dieci articoli. Le misure contenute intervengono in diversi settori strategici per i quali la Regione può e deve essere veicolo di crescita e sviluppo». Ecco le misure più significative contenute nel testo di legge. MENO TASSE PER OLTRE 2 MLN CITTADINI – Si prevede l’esenzione per il 2014 dalla maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale all’Irpef, pari allo 0,6%, oltre che per tutti gli scaglioni di reddito superiori a 15 mila euro, anche per i soggetti con reddito fino a 28 mila euro: saranno esentati 1,2 milioni di contribuenti. Un’ulteriore esenzione oltre ai 900 mila di soggetti fino a 15 mila già esentati. 90 MILIONI PER I COMUNI – Si istituisce il ‘Fondo per il riequilibrio territoriale dei Comuni del Laziò, con una dotazione di oltre 90 milioni per il triennio. DEBITI A RATE – Si facilita la restituzione dei debiti maturati anche dagli Enti locali nei confronti della Regione non solo di natura tributaria, ma anche per il recupero dei crediti e delle somme indebitamente corrisposti dalla Regione. TAGLIO DEGLI ORGANI DI CONTROLLO – Si riduce da cinque a tre il numero dei membri dei collegi sindacali delle aziende sanitarie. Si tagliano altre 42 poltrone e si risparmiano circa 630 mila euro all’anno. NASCE ALBO DIRETTORI – Si fissano regole più stringenti per la nomina dei direttori sanitari di Asl e aziende ospedaliere, Ares 118 e degli Irccs. Viene escluso dalla nomina a dg «chi sia stato condannato dalla Corte dei conti, anche con sentenza non definitiva». AUTORIZZAZIONI PIÙ SEMPLICI PER SANITÀ PRIVATA – Vengono liberalizzate le procedure per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione, ampliamento, trasformazione e trasferimento delle strutture sanitarie private. REVISORE DEI CONTI UNICO E SOPPRESSIONE ENTI – Ridotto da tre a uno il numero dei componenti degli organi di revisione di alcuni enti regionali. Ciò porterà a una riduzione di ulteriori 54 poltrone. Si prevede, inoltre, la soppressione dell’Abecol, del Comitato tecnico-scientifico per l’ambiente, del Consorzio di gestione delle grotte di Pastena e Collepardo. RIORGANIZZAZIONE DELL’ARPA – L’Agenzia regionale protezione ambientale potrà superare l’attuale gestione commissariale e provvedere, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, alla propria riorganizzazione interna con la nomina del direttore generale e dei due vicedirettori. ALTRE NORME – La spending review regionale prevede inoltre una modifica della legge istitutiva di Lazio Service, dispone l’obbligo per le controllate e le partecipate di inviare alla Regione il proprio piano industriale per un’approvazione. Si rafforza il coinvolgimento dei Comuni nella classificazione delle aree demaniali: tra i compiti attribuiti ai Comuni anche la classificazione di tali aree. Entro dicembre la Regione fornirà poi a tutti i Comuni del Lazio il nuovo sistema informatico unico per uniformare e accelerare i procedimenti e la modulistica per le imprese. Si istituisce poi il primo Catalogo dei sinkhole, fenomeni naturali di sprofondamento. Istituita poi la Consulta dei lavoratori atipici e dei libero professionisti e la Consulta dei servizi regionali dell’impiego. Viene introdotta una nuova disciplina per l’apprendistato e viene istituito un Fondo di rotazione per sostenere le industrie cinematografiche e audiovisive. Infine, saranno semplificate le procedure amministrative nel settore delle attività estrattive.(ANSA) J5J-TZ

Nel corso della discussione generale da parte dell’opposizione si sono levate numerose critiche. Per Olimpia Tarzia (Lista Storace), riporta una nota, «siamo di fronte a un oggetto non identificato, a una sorta di Ufo legislativo. Dopo mesi e mesi di discussione ci viene presentato un testo che rimescola un pò le carte, toglie qualche briciola da una parte per darla all’altra», ma che, non ostante la promessa nel titolo, in realtà non contiene alcuna disposizione «a sostegno delle famiglie». Secondo Luca Gramazio (FI), più che di un «collegato» o di un «milleproroghe», questo provvedimento dà l’idea di un «milletoppe», definizione quest’ultima che piace anche a Fabrizio Santori (Gruppo misto), mentre per Valentina Corrado (M5s), una legge che doveva essere collegata alla manovra di bilancio «la troviamo qui nella veste di decreto omnibus». Corrado ha ricordato il suo voto contrario al provvedimento in commissione Bilancio, sottolineando che «accanto alle disposizioni in materia di entrata, ci troviamo disposizioni in materia di sanità e servizi socioassistenziali che, a nostro avviso, meriterebbero una disciplina ad hoc e un’analisi e un approfondimento nelle competenti commissioni». Benchè definita spending review da questa maggioranza, si tratta di una legge omnibus anche per Marino Fardelli (LcB-Udc), «o calderone, anche alla luce di alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza in zona Cesarini». Anche Giancarlo Righini (Fli) si è unito al coro «di coloro che hanno contestato l’impalcatura di questa proposta di legge n. 147».

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