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VATICANO/ Cura dimagrante per la Curia, fusioni e accorpamenti

Riforma della Curia fase due. Dopo la creazione della Segreteria per l’Economia, che ha centralizzato tutte le attività economiche e amministrative della Santa Sede in un unico super-dicastero, diventa ora urgente, da parte del C8 – il consiglio di cardinali che assiste il Papa nella riforma e che si riunisce per la quinta volta in Vaticano a partire da martedì – mettere mano al riassetto delle Congregazioni d’Oltretevere e dei Pontifici Consigli. In attesa delle decisione del C8, infatti, da troppo tempo l’attività nei vari uffici e dicasteri è rallentata, se non addirittura ferma. Sul tavolo della prossima riunione c’è dunque il progetto di snellimento e accorpamento delle attuali strutture. La bozza cui al momento si lavora – secondo quanto si apprende – prevede la creazione di nuovi organismi frutto della fusione di alcuni tra quelli esistenti. I Pontifici Consigli Giustizia e Pace, «Cor Unum» e Migranti saranno accorpati in una nuova «Congregazione per la Carità». La Congregazione per il Culto divino dovrebbe fondersi con la Congregazione per le Cause dei Santi. Il Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione potrebbe essere assorbito da Propaganda Fide. Un possibile nuovo organo per L’Ecumenismo, sempre secondo quanto si apprende, dovrebbe accorpare le funzioni del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. Il Pontificio Consiglio per i Laici dovrebbe invece unirsi con quello per la Famiglia, formando una nuova Congregazione per i Laici, che in futuro lavorerà in stretto coordinamento con le Congregazioni per i Vescovi, per il Clero e per la Vita religiosa. Ma c’è di più. Un’ipotesi presa in considerazione è quella di mettere i nuovi organismi frutto degli accorpamenti e degli snellimenti sotto la guida di una Segreteria preposta alla vita della Chiesa, la cui funzione sarà quella di agevolare il rapporto tra la «centrale» vaticana e gli episcopati di tutto il mondo. Quello che si vuole, infatti, è che la nuova Curia sia effettivamente al servizio delle Chiese locali, ribaltando il rapporto centro-periferia. In quest’ottica, non è escluso che la Segreteria abbia un suo prefetto, analogamente alla figura del Cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia (circola già il nome del cardinale Giuseppe Bertello, attuale presidente del Governatorato e membro del C8), e che la stessa Segreteria si raccordi strettamente con il Sinodo dei Vescovi. Il risultato finale potrebbe essere quindi una Curia riorganizzata secondo tre grandi Segreterie: quella di Stato, che si occuperà primariamente dei rapporti diplomatici e della politica estera, quella dell’Economia, che governerà tutti gli aspetti finanziari e amministrativi, e questa terza per le finalità riguardanti direttamente il governo della Chiesa. Un’altra ipotesi allo studio è anche razionalizzare in un’unica struttura i tre Tribunali della Segnatura, della Rota Romana e della Penitenzieria apostolica, potenzialmente sotto la guida di un unico cardinale. Si tratta quindi non solo di affrontare la parte più cospicua della riforma di Bergoglio, ma anche di un difficile gioco di incastri. La quinta sessione del C8 sarà di certo tra le più cruciali: sistemata la questione economica con la creazione di un super-dicastero ad hoc, ora si tratta infatti di ridisegnare a fondo tutta l’organizzazione della Curia e non solo. Si dovrà tenere infatti anche conto degli attuali incarichi, delle necessarie integrazioni tra i vari uffici, del numero degli addetti, delle destinazioni, del riposizionamento di prefetti o presidenti le cui cariche potrebbero sparire. Se infatti la questione è semplice per capi-dicastero come i cardinali Amato (Cause dei Santi), Vegliò (Migranti), Coccopalmerio (Testi legislativi), che hanno già superato i 75 anni, così non è per diversi altri che non sono ancora in età da pensione. Un primo quadro, con anche possibili nomine, dovrebbe definirsi per fine agosto, quando il Papa sarà rientrato dal suo viaggio in Corea. Più imminente sembra invece la partenza del sostituto mons. Angelo Becciu dalla Segreteria di Stato, candidato a prendere il posto di mons. Adriano Bernardini come nunzio in Italia (quest’ultimo dovrebbe andare come vicario alla basilica di Santa Maria Maggiore). Intanto si lavora alacremente nelle Torre San Giovanni, dove l’australiano Pell, con piglio molto deciso, ha iniziato un lavoro di revisione passando al setaccio le finanze vaticane, e rimandando anche indietro all’Apsa dossier che per questo dicastero erano già pronti e firmati. L’organigramma della Segreteria per l’Economia deve comunque ancora essere del tutto definito. Manca anche la nomina del «revisore generale» previsto dal motu proprio del Papa. E se la Prefettura degli Affari economici, così come è adesso, sparirà, non è detto che il cardinale presidente Giuseppe Versaldi non resti con un ruolo al servizio della Curia.

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