| categoria: economia

Aumenta il risparmio delle famiglie, ripresa in arrivo

Le famiglie stanno un pò meglio economicamente e riescono a risparmiare qualcosa di più: il 41% mette qualcosa da parte, percentuale ancora lontana dal 49% del 2007, ma comunque una piccola ‘inversione di rottà. A registrare il cambiamento è lo studio annuale del Centro Einaudi e di Intesa Sanpaolo sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani. «Famiglie e imprenditori, ripresa in arrivo» è il titolo significativo della ricerca presentata a Torino, con le interviste Doxa a oltre mille famiglie e per la prima volta un focus su 478 imprese. Le famiglie «hanno ripreso il controllo dei propri budget», anche se non si attendono ancora miglioramenti significativi. «È comunque la conferma di un miglioramento del clima di fiducia», sottolinea Salvatore Carrubba, presidente del Centro Einaudi. «C’è una differenza rispetto al passato – rileva Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo – che mi ha colpito molto: nel 2007 si risparmiava per se stessi e per il proprio futuro, per affrontare gli imprevisti e per la vecchiaia, mentre oggi al primo posto ci sono i figli che appaiono meno protetti e quindi vulnerabili». «Negli ultimi anni le famiglie hanno risparmiato meno perchè la finanza pubblica ha prosciugato i loro redditi. Ora sembra finalmente che le cose stiano cambiando», aggiunge. Resta anche la paura: il 18% degli italiani risparmia senza un motivo particolare, probabilmente perchè il futuro appare ancora incerto. «La crisi – spiega Carruba – ha cambiato i paradigmi: siamo in un mondo nuovo, in cui le famiglie vogliono sapersi muovere e quindi chiedono più cultura economica». «Il 2014 – osserva Gregorio De Felice, economista di Intesa Sanpaolo – sarà un anno di crescita modesta, di transizione verso un incremento più consistente che avverrà l’anno prossimo. Arrivano segnali incoraggianti sugli investimenti che sono la variabile più sensibile del ciclo economico e dall’industria e registriamo un incremento nella domanda di mutui». Il 55,2% dei risparmiatori presta attenzione alla «sicurezza del capitale», si cerca di essere più informati sulle possibilità di investimento e la banca resta un punto di riferimento. Solo il 7,6% acquista un’abitazione, la quota minima mai registrata: il 5,4% ha comprato una prima casa, lo 0,8% un seconda, lo 0,6% ha preso un immobile per i figli e lo 0,8% lo ha fatto come investimento per integrare il proprio reddito. Se si guarda ai portafogli finanziari, le obbligazioni sono in calo: la percentuale dei risparmiatori che investe in questi risparmi è scesa al 20,1% (era al 29% nel 2006), ma questi strumenti restano i preferiti. Gli italiani, invece, snobbano le azioni: acquista titoli in Borsa un risparmiatore su dieci (nel 2007 uno su cinque). Dal focus sulle imprese emerge che gli imprenditori sono orientati a innovare e hanno compreso la necessità di superare i limiti dimensionali attraverso fusioni o acquisizioni. Il 14% sa che aprirà all’estero, il 10% valuta la quotazione in Borsa e l’8% emetterà minibond. La voglia di start up batte il comparto del reddito fisso (13%), il private equity italiano (10%), gli investimenti a Piazza Affari o sulle Borse estere (9%).

Ti potrebbero interessare anche:

Vodafone prepara la svolta, addio agli Usa con cento miliardi in tasca
FISCO/Confedilizia, agli italiani consta un terzo più di incassi
Alitalia, se salta l'intesa si va verso il baratro
Terna inaugura il ponte elettrico sotto lo Stretto
FISCO: NEI CONTENZIOSI HA LA MEGLIO SUL CONTRIBUENTE
Facebook crolla in Borsa, pesa Cambridge Analytica



wordpress stat