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Boschi: “Possibile modifica immunità in Aula”. In commissione non passa ‘bicameralismo perfetto’

Mentre il premier Matteo Renzi è a Strasburgo per il discorso di apertura del semestre di presidenza italiano dell’Ue, prosegue l’esame degli emendamenti al ddl Boschi sulle riforme da parte della commissione Affari costituzionali del Senato.

Questa mattina è stato bocciato un emendamento presentato da Vannino Chiti, Mario Mauro e altri 35 senatori, che riattribuiva al futuro Senato molte competenze legislative, in modo da ripristinare quasi l’attuale bicameralismo. Ieri era stato approvato in Commissione un emendamento che prevedeva identica immunità per deputati e senatori, una scelta che aveva sollevato non poche polemiche, con Beppe Grillo che oggi sul suo blog parla di “larghe intese volte a difendere la partitocrazia” in un post firmato dal senatore Nicola Morra.

E arriva a sorpresa la minaccia dell’Ncd di non votare il ddl riforme se verrà mantenuta o rafforzata la competenza del futuro Senato sul Bilancio dello Stato e le manovre di finanza pubblica. Al punto che il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello chiede al ministro un incontro chiarificatore. Poi la svolta e la ricomposizione del dissidio. Nel tardo pomeriggio Boschi si dichiara d’accordo con Ncd: “E’ una preoccupazione che ha anche il governo”. E annuncia che c’è la possibilità che in Aula l’articolo sull’immunità possa cambiare.

L’approdo in aula del disegno di legge è stato fissato dalla conferenza dei capogruppo per il 9 luglio, anche se il M5S ha chiesto, appoggiato da Sinistra ecologia e libertà e dagli ex pentastellati in Senato, la sospensione dei lavori in attesa che venga sciolto il nodo sull’elettività del Senato. La commissione ha bocciato la richiesta di sospensione, ma il M5S è determinato a “rappresentare il proprio disagio” al presidente del Senato, Pietro Grasso. “Non è possibile decidere sulle competenze del Senato senza sapere chi saranno i nuovi senatori”, ha aggiunto il capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali, Giovanni Endrizzi.

Oggi Silvio Berlusconi ha riunito a palazzo Grazioli i vertici di Forza Italia per fare il punto sulle riforme, in vista dell’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari azzurri di Camera e Senato, in programma per domani a Montecitorio. Ci sono ancora dei nodi da sciogliere ma il leader di Forza Italia resta convinto della necessità di mantenere fede al Patto del Nazareno. Non è ancora stata fissata la data dell’incontro tra Pd e M5S su riforme e legge elettorale, previsto in un primo momento per domani. Ieri era stata diffusa la lettera aperta del Pd in cui i democratici si dicevano diposti al dialogo ma chiedevano ai pentastellati, tra le altre cose, di modificare la loro proposta che “non garantisce un vincitore certo dopo le elezioni”. “Siamo pronti a proporre un cammino che entro 100 giorni dia al Paese una legge elettorale in linea con le sentenze della Corte costituzionale” è stata la risposta dei pentastellati Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Maurizio Buccarella, Paola Carinelli in riposta alla lettera del Pd.

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