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Zeman, niente rivincite, il Cagliari si divertità

Niente «rivincite», Zdenek Zeman riparte dalla Sardegna con la filosofia di sempre, anzitutto far divertire. «Vogliamo costruire una squadra per far divertire i tifosi e dare emozioni» afferma il boemo alla sua prima uscita ufficiale da allenatore rossoblù. Al suo fianco il presidente Tommaso Giulini, subentrato da poco a Massimo Cellino e un’altra new entry, Stefano Filucchi, ex dirigente dell’Inter, fuori decine di tifosi entusiasti ad aspettarlo. Per il momento Zeman non si preoccupa troppo degli aspetti tecnici della squadra: «L’emergenza portieri? Qualcuno in porta andrà» minimizza. Ci pensa il presidente Tommaso Giulini a confortarlo annunciando l’acquisto dall’Atalanta di Simone Colombi. Zeman è sempre il solito: risposte secche, da dieci o venti parole, mai banali, molte pause e sguardi fulminanti. I tifosi sono già dalla sua parte ed è già Zemanmania. Stamani sono accorsi per salutarlo con sciarpe e bandieroni davanti all’ingresso dell’hotel della prima conferenza stampa. «Avevo raggiunto l’accordo con il Bologna – ammette candidamente Zeman – ma mi sono spaventato per la situazione societaria. A Cagliari c’e la nuova proprietà, c’è entusiasmo: una buona scelta anche per me». Zeman l’allenatore scelto dalla proprietà anche per tracciare un confine tra passato e futuro. E Zeman lo sa: «Il Cagliari è una squadra che ha fatto la serie A per tanto tempo. Ma ora sono cambiate tante cose: stiamo parlando di presidenti completamente diversi». Il presente? Parte dalle scelte sui giocatori da tenere o lasciare andare. Per Daniele Conti la scelta è già fatta: lo aveva conosciuto da ragazzino ai tempi della Roma (prima volta) e lo ritrova ora a 34 anni. «Aveva già grande personalità sin da giovanissimo, sarà ancora leader, anche se qualche espulsione se la potrebbe evitare». Astori? «Non esistono incedibili – taglia corto – È un giocatore importante e ha richieste importanti. Saremmo contenti se rimanesse con noi, ma non vogliamo tarpare le ali a chi ha prospettive». Quanto a Cossu: «Lo conosco dai tempi del Verona, è un giocatore che ha fatto sicuramente bene. Bisogna vedere quali motivazioni ha». Il passato alla Roma sembra archiviato: «Non cerco rivincite, cerco di fare bene. E poi perchè rivincite? La squadra in quella stagione aveva raggiunto la finale di Coppa Italia, a detta di molti giocava il miglior calcio del torneo, aveva battuto tante grandi. Sono stati valorizzati tanti giovani». De Rossi: «Mi chiedete se io ho sofferto lui? Forse lui ha sofferto me». Inevitabile parlare di Nazionale. «Chi metterei alla guida della Figc? Chi ama il calcio e non i soldi. E comunque chi vuole cambiare qualcosa». E difende Balotelli dopo il flop mondiale: «Mi dispiace per quello che sta succedendo: prima era tutto incentrato su di lui. Poi ha sbagliato, ma con lui ha sbagliato tutta la squadra. La colpa non è solo sua». Sa già che le leggende sarde non si toccano. Giulini racconta di un riavvicinamento tra Cagliari e Riva. «Per me è stato un idolo» dice Zeman. E a chi gli dice che sembra Scopigno dell’anno scudetto risponde: «Un bel personaggio». Motivo in più per far sognare tutta l’isola.

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