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IL PUNTO/ La rabbia di Beppe, M5S snobbati, Renzi un bambino

Tutto rinviato a lunedì, forse. Il vertice sulle riforme tra il M5S e il Pd si terrà ma alle condizioni del presidente del Consiglio che subordina l’incontro alla risposta del movimento ai 10 punti posti nella lettera sulle riforme che il Pd aveva inviato ai grillini il primo luglio. I pentastellati fanno buon viso a cattivo gioco .Uno smacco che i 5stelle provano a cancellare con il duplice tentativo di spostare nuovamente l’obiettivo sulla legge elettorale e di porre delle loro condizioni ad una trattativa mai partita. In campo a dar man forte ai suoi scende Beppe Grillo. Il capo politico cinquestelle, pur confermando che lui all’incontro con Renzi non ci sarà «perchè – dice con ironia – troppo emotivo», strappa di mano ai suoi la gestione della trattativa. Il leader M5S arriva in mattinata a Roma dove, prima di partecipare al ricevimento presso l’ambasciata Usa per la Festa del 4 luglio, incontra i suoi parlamentari alla Camera e al Senato. Cerca di compattare i gruppi, scossi dalle continue voci di tensioni interne («siamo divisi in otto gruppi», scherza), e prende nota di quando accaduto finora per dettare la linea: «dobbiamo apparire propositivi», confida ai suoi. L’ex comico genovese fa una mezza apertura sulle riforme costituzionali, spiegando che il suo Movimento valuterà «riforma per riforma» e le «appoggerà o meno in base a che tipo di riforma sarà proposta». Poi prova a mettere i paletti sulla legge elettorale: «La legge dei loschi è incostituzionale – spiega – la nostra no. Noi vogliamo le preferenze». A Renzi, che – dice – «è un pò boriosetto», rivolge una serie di battutine: «A Strasburgo ha fatto un discorso carino ma fatti zero. Avrei sperato parlasse di fiscal compact, invece neanche una parola», afferma. Poi paragona il premier all’ex ministro Claudio Scajola: «Forse ci crede ma è usato dai poteri forti – rimarca – Vi ricordate Scajola? Renzi è andato un pò oltre l’inconsapevolezza». Parole che lasciano trasparire il malumore per il mancato appuntamento anche se la linea ufficiale è quella di non mostrare risentimento. «Nessun rancore per l’incontro mancato di oggi, per noi non c’è problema», sottolinea il vicepresidente alla Camera Luigi di Maio che rilancia l’ipotesi di scrivere una nuova «legge elettorale in 100 giorni» malgrado la presenza di Silvio Berlusconi renda «difficile» il progetto. In ogni caso – rassicura Di Maio – il M5S lunedì alle 15 non andrà «a scatola chiusa» e farà «proposte». L’arrivo di Grillo per Di Maio non è un problema: «Abbiamo sempre gestito le cose in piena autonomia – afferma – Con Beppe Grillo ci coordiniamo spesso». Al di là della linea ufficiale, l’atteggiamento di Renzi ha creato malumore tra gli stellati che si sono sentiti snobbati. È ancora Grillo ha svelarlo in un fuorionda che lo riprende mentre non sa di essere inquadrato: «Renzi adesso rappresenta 10 milioni» di elettori, «prima non rappresentava un cazzo. Se leggi la lettera, con il compitino. Fa il presuntuoso, fa il bambino…

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