| categoria: attualità, Senza categoria

CORRUZIONE/ Arrestato l’ex presidente dell’Autorità di vigilianza degli appalti pubblici Brienza

Giuseppe Brienza, già presidente dell’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici, è stato arrestato ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sulle false attestazioni rilasciate alle imprese per poter partecipare a gare pubbliche di appalto. L’indagine, condotta dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Giancarlo Cirielli, è svolta con l’intervento delle unità speciali della Guardia di Finanza e in particolare del Nucleo tutela mercati. Brienza è indagato con l’accusa di corruzione. Il compito dell’autorità a lui affidata era quello di controllare le Soa (Società organismo di attestazione) delegate ad autorizzare le imprese a partecipare agli appalti pubblici. Recentemente l’organismo affidato a Brienza è stato inglobato nell’Autorità nazionale anticorruzione affidata al magistrato Raffaele Cantone. L’indagine oltre a Brienza vede indagati per abuso d’ufficio Luigi Giampaolino, già presidente dell’Authority e predecessore di Brienza, il direttore della vigilanza lavori Maurizio Ivagnes, e funzionario dell’ufficio qualificazione Maria Grassini nonchè Mario Calcagni già amministratore della società Axsoa e Alfredo Gherardi amministratore della società Soanc Spa e della Psq Srl.
Secondo l’impianto accusatorio della Procura, Luigi Giampaolino, ora in pensione, Ivagnes e Grassini, nel 2008, hanno intenzionalmente procurato agli imprenditori «Calcagni e Gherardi un ingiusto vantaggio patrimoniale – è detto nel capo di imputazione – rappresentato dal consentire il passaggio dell’intero pacchetto clienti dalla Soanc spa all’ Axsoa spa». Una operazione che ha portato a Gherardi un guadagno di 2,6 milioni di euro dalla vendita delle quote della Soanc spa e a Calcagni, grazie al «rilevantissimo aumento del valore dei ricavi dell’Axsoa spa in seguito a fusione per incorporazione della Soanc spa, passati da 1,2 milioni nel 2007 a 5,5 milioni nel 2008». Nei confronti dell’ex presidente dell’Autorità Brienza, si contesta il reato di corruzione perchè nella sua veste prima di consigliere e poi come presidente avrebbe compiuto «atti contrari ai doveri d’ufficio, accettando la promessa e ricevendo denaro e altre utilità economiche da Calcagni». Chi indaga ha accertato che Brienza ha ottenuto la concessione in affitto, in favore della figlia, di un immobile a Roma da una società riconducibile a Calcagni, «il conferimento dell’incarico di consulente del lavoro per la Axsoa spa in favore della propria compagna, più un rapporto di consulenza con la stessa Axsoa spa, una volta conclusa l’attività nell’AVCP, retribuito con la somma di 5mila euro al mese per un anno (2011-2012)».

Ti potrebbero interessare anche:

La Rai licenzia Pino Insegno: lui si sfoga su Facebook. Arriva Papi?
CAMPOBASSO/ Incinta di cinque mesi muore in ospedale. Era stata dimessa
USA2016/ Trump ha 650 milioni di debiti, il doppio del dichiarato?
REFERENDUM/ Respinto il ricorso di Onida, "non lede la libertà di voto"
Crisi, il Pd non fa nomi. Mattarella: "Serve un governo con pieni poteri"
WEEK END: MOSTRE, DA WARHOL A VASARI E MORBELLI



wordpress stat