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Appello del CONI al Sindaco di Civitavecchia Cozzolino, ecco i limiti degli impianti sportivi

Ai vari dossier che Antonio Cozzolino ha trovato sulla propria scrivania all’indomani della sua elezione, si aggiunge in questi giorni anche quello relativo agli impianti sportivi. A farsi portavoce dell’appello, il Fiduciario Coni e Coordinatore Macro Area Litorale, Pierluigi Risi, che ha inviato una lettera al neosindaco, auspicando presto un’occasione di incontro per discutere delle priorità imposte dalle grandi carenze delle strutture sportive cittadine.
“ Signor Sindaco,
desidero rinnovarle le mie più vive congratulazioni, unitamente a quelle del Comitato Olimpico Nazionale Italiano che mi onoro di rappresentare a livello locale, per la Sua neo-elezione a Sindaco della Città di Civitavecchia; l’ampia percentuale di consensi ottenuti premia le Sue capacità e le Sue doti umane, morali e relazionali che, ne sono certo, gioveranno alla nostra città, bisognosa di essere gestita e governata con competenza e lungimiranza.
A tale proposito, auspico che lo Sport abbia un ruolo centrale e di primo piano, che la storia e la tradizione della città, del resto, gli hanno da sempre assegnato.
Pertanto, mi auguro che l’istituzione, da me rappresentata, possa essere chiamata a dare un contributo significativo alla realizzazione di una “politica per lo Sport” che possa dare risposte puntuali e quanto più esaustive alla domanda degli sportivi e di tutti i cittadini; sono certo, quindi, adesso che ha completato la Sua squadra con il Delegato allo Sport Massimiliano Parla (al quale vanno i miei sinceri auguri di buon lavoro) ci saranno immediate occasioni d’incontro e di confronto istituzionale su alcune emergenze sportive, alle quali non farò mancare il mio personale contributo e quello del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Con gli auguri di buon lavoro, voglio significare i sensi della mia stima personale e quella dell’associazionismo sportivo civitavecchiese”.
Il fiduciario del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha poi precisato nel dettaglio alcuni di questi problemi, a partire dal Palasport di Via Barbaranelli, complesso che da anni ospita le più grandi manifestazioni sportive locali, ma che, ancora oggi, manifesta seri limiti strutturali, come la presenza di barriere architettoniche che impediscono l’accesso alla tribuna alle persone con ridotte o impedite capacità motorie, costrette a seguire i match a bordo campo (illegalmente).
“A Civitavecchia, da decine di anni, abbiamo un Palazzetto dello Sport, con mille posti a sedere, e un vano ascensore di cemento armato inutilizzabile perché è senza ascensore, in barba alle severe leggi esistenti in Italia – tuona Risi – Una città scomoda e piena di ostacoli per persone diversamente abili, è una città certamente discutibile dal punto di vista umano e sociale. Inoltre il non provvedere all’eliminazione delle barriere architettoniche è anche un cattivo affare per la collettività”.
A Civitavecchia, gli impianti pubblici a norma sono davvero pochi e vi è una grande disparità nella distribuzione geografica dell’impiantistica sportiva: la parte sud è in sovrabbondanza, mentre la zona nord appare completamente sguarnita, una lacuna che si deve presto colmare. Il campo del GE.DI.LA. è stato lasciato al suo destino, completamente abbandonato, da 4-5 anni, in un’area dove l’utenza è di circa 15.000 persone; la zona San Liborio/ Cisterna Faro è praticamente è sprovvista d’impiantistica di base (costringendo le famiglie a un pendolarismo sportivo). Bisogna rivedere totalmente la zona nord della città: la palestra a cielo aperto della Fiumaretta, l’impianto sportivo PalaMercuri e la Borgata Aurelia.
“Nell’ottica di una revisione dei dati relativi agli impianti sportivi del nostro territorio, allegando la scheda completa da compilare e da ritornare in tempi possibilmente al CONI, abbiamo già consegnato al Commissario Prefettizio, un censimento degli impianti sportivi cittadini con tutte le specifiche – prosegue il Fiduciario CONI – È stato stilato un regolamento che è già operativo e che speriamo la nuova Amministrazione prenda in considerazione, magari provvedendo alle modifiche emerse nella passata cabina di regia presso il Segretario Generale, al fine di fornire un contributo fattivo e costruttivo alla complessa problematica. Vogliamo, infatti, che in questa città si diffonda la cultura dell’agibilità, che si predisponga un modello di gestione dell’impiantistica sportiva e si avviino le procedure per la ristrutturazione di alcuni impianti, da quelli di base a quelli di alto livello. L’approvazione della Normativa della Regione Lazio sulla sicurezza nello sport (Aprile 2009) mette in luce le carenze dei nostri amministratori negli ultimi anni, i quali non hanno mai posto la lente d’ingrandimento su questi problemi, finanziato studi o programmato lavori in questa direzione”.
Infine, rimane prioritario in tal senso anche il tema dell’impiantistica scolastica, riguardo la quale Risi invita il Comune a prendere spunto dalla Delibera della Provincia di Roma, che garantisce alle società sportive la possibilità di una programmazione triennale (piuttosto che annuale) nella gestione degli impianti, un maggiore controllo sulle strutture (mediante controlli a sorpresa sull’attuazione delle norme e lo stato d’essere di tali complessi) e criteri economici equiparati.

Patrizio Lemme

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