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Eni, società indagata dal Pm di Milano sul caso Nigeria

Il filone di indagine milanese sul ‘cane a quattro zampè – come ha scritto ‘Il Fatto quotidianò – ha avuto impulso dopo l’acquisizione da parte dei pm milanesi delle intercettazioni dell’indagine del 2010 dei colleghi di Napoli Henry John Woodcock e Francesco Curcio sulla cosiddetta P4, in cui era coinvolto anche Luigi Bisignani, che ha patteggiato un anno e 7 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, l’Eni è indagata per gli illeciti commessi dal suo management in relazione al giacimento petrolifero offshore OPL 245. Alla società infatti – scrive il quotidiano – la guardia di finanza ha notificato anche una richiesta di acquisizione dei documenti riguardanti l’accordo per l’acquisizione stipulato nel 2011 con il governo nigeriano e le trattative intervenute in precedenza con la società Malabu. Dalle intercettazioni dell’indagine napoletana era emerso infatti l’intervento di Bisignani sui vertici dell’Eni di allora. Bisignani – scrive ancora ‘Il Fatto quotidianò – parlava al telefono con l’ex numero 1 di Eni Paolo Scaroni e anche con Claudio Descalzi. Quella telefonata, che avrebbe dato una svolta all’inchiesta della Procura di Milano su una presunta corruzione internazionale, è stata smentita dallo stesso Scaroni lo scorso 3 aprile in Senato: «non ho mai parlato con Bisignani, nè per telefono nè in qualunque altro modo, del blocco 245, quindi quella telefonata non può essere mia».

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