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MILAN/ Galliani-Berlusconi, lavoriamo insieme

Seduti a llo stesso tavolo a un paio di metri di distanza, con Pippo Inzaghi in mezzo quasi come un simbolo di trait d’union, ma lontani su diversi altri fronti, a partire dal futuro del vertice della Federcalcio. Ecco l’immagine dello stato della convivenza fra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, che da novembre condividono la carica di amministratore delegato del Milan con funzioni diverse e un equilibrio che regge ma non è mai troppo stabile. A Casa Milan si presenta il nuovo allenatore. «È il tuo D-Day Pippo, nè io nè Barbara Berlusconi vogliamo toglierti spazio», chiarisce subito Galliani, ma poichè è uno dei rari casi in cui lui e Barbara Berlusconi condividono il palcoscenico e parlano, è inevitabile porre il dubbio: come si concilia la richiesta di rinnovamento e di svolta generazionale ai vertici della Figc invocata dalla figlia del presidente con la posizione dell’altro ad, che sembra pronto a votare per il settantunenne Carlo Tavecchio? Quando la domanda arriva, Barbara Berlusconi glissa: «Ritengo questa giornata assolutamente positiva per il nostro club e deve rimanere tale, mi scuso se rimanderò la valutazione ai prossimi giorni, fino all’11 agosto c’è tempo per approfondire». E nemmeno Galliani si sbilancia: «Io sono vicepresidente della Lega di serie A, per me è doveroso stare in silenzio, avremo un’assemblea di Lega il 17 luglio, quella è la sede dove i club di serie A si confronteranno e vedranno i programmi degli eventuali candidati prima di tirare conclusioni. È cominciata la campagna elettorale, tutto qua, niente di drammatico». Non è drammatico ma è duro il volantino con cui la Curva Sud (i cui leader sono stati molto attivi nel gestire i duemila tifosi davanti a Casa Milan) ancora una volta attacca Galliani, prendendo la parte di Barbara Berlusconi in quella che gli ultrà definiscono «una guerra intestina tra chi vuole portare il cambiamento e le innovazioni all’interno del Milan e chi invece vuole continuare a portare avanti i propri interessi proseguendo su una linea che ci ha portati alla situazione attuale». È lunga la lista delle colpe di Galliani secondo la Curva, che gli rinfaccia una lunga lista di colpe, dalla richiesta «di una buonuscita di 60 milioni per lasciare», al fatto di aver reso «la società schiava di giocatori super pagati perchè arrivati a parametro zero, di cui non siamo più riusciti a liberarci», dall’acquisto di Matri fino all’ingaggio di Seedorf, che in realtà è stata una scelta del presidente Silvio Berlusconi in prima persona. In pubblico, però, fra Barbara Berlusconi e Galliani sono solo sorrisi. «Stiamo lavorando tutti nella stessa direzione, credo che questo possa essere definito un momento positivo, emblematico e da ricordare», ha assicurato la figlia dell’ex premier, e l’altro ad ha annuito: «Giuro che sono d’accordo».

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