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Il Lazio prova un modo nuovo di fare Welfare. Per ora c’è solo l'”immagina” di Zingaretti

Passare da un modello di welfare assistenzialista ad un modello comunitario e partecipativo, che punta al coinvolgimento attivo delle fasce più fragili della società: è l’obiettivo che ha guidato l’amministrazione regionale nella realizzazione di tre bandi a favore delle politiche sociali: ‘Fraternità’, ‘Innova tù e ‘Bene in Comunè, presentati oggi nei locali della chiesa di San Francesco a Ripa dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e dall’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini. «Sono bandi che mettono in condizione la cittadinanza di avvicinarsi alle istituzioni che, negli ultimi tempi, hanno perso molta della loro credibilità», ha commentato Visini. «C’è un modo nuovo di fare il sociale nel Lazio – ha aggiunto – puntiamo ad un welfare innovativo, perchè questi bandi rappresentano un’innovazione assoluta. Uno in particolare, quello denominato, appunto, ‘Innova tù è un bando che abbiamo costruito insieme a tutti, in particolare agli operatori del terzo settore, chiedendo loro consigli su come creare nuova impresa sociale». L’obiettivo che accomuna i bandi presentati oggi è quello di «combattere il disagio e l’emarginazione sociale non facendo assistenza, ma dando alle persone e alle comunità gli strumenti per costruire spazi di aggregazione, occasioni di lavoro e sviluppo economico. Le persone più fragili potranno così ritrovare la loro autonomia e dignità e uscire dalla condizione di disagio in cui sono caduti. Se un uomo ha fame e gli dai un pesce lo sfami per un giorno – ha concluso citando una famosa frase attribuita a Confucio – se gli dai una canna e gli insegni a pescare lo sfamerai per sempre, questo è il senso del nostro welfare». Inutile girarci intorno, tante belle parole, un’idea che ricorda lo slogan elettorale di Zingaretti, quell'”immagina” sorridente che doveva far sognare svolte e rivoluzioni. Per ora c’è una realtà socio-sanitario-assistenziale disastrosa, forse tra le più pericolose e ingannatrici d’Italia. Dietro le parole c’è pochissimo. Zingaretti farebbe meglio a risolvere i problemi immediati, contingenti, prima di promettere, e di dare per scontato ciò che non è chiaro nemmeno sulla carta. E la Visini non si è certo distinta per iperattivismo

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