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Remove before landing: il dispositiv​o tutto italiano per non dimenticar​e il bambino in auto

Aveva 15 mesi. Ed è morto per una dimenticanza: lasciato in auto dal padre che correva a lavoro. Il bambino vittima di ipotermia in Connecticut è solo l’ultimo di un lungo e triste elenco. Il secondo caso in pochi giorni negli Stati Uniti. L’ennesimo di una strage di innocenti, che smettono di correre, saltare e ridere perché abbandonati sul seggiolino nella 4 ruote di mamma e papà. Parte proprio da qui l’esperienza di una start up di romani che ha pensato di brevettare un dispositivo di sicurezza, alla portata di tutti, che dovrebbe mettere un freno a questo fenomeno. Si chiama RemoVe before Landing, ed è il primo brevetto italiano. Perché i decessi, in questo caso, raggiungono le 38 unità solo negli Usa. Nel mondo sono 620, negli ultimi 16 anni.

Il caso che ha svegliato le coscienze, in Italia, è quello di Andrea Albanese, che lasciò nella sua automobile, che aveva raggiunto i 60 gradi, il suo piccolo. Gli esperti la chiamano ‘amnesia dissociativa’, causata da stress e stanchezza che provocano black out cerebrali. ‘Può accadere’, dicono gli psicologi. ‘Mai più’, rispondono invece i 3 giovani che hanno ideato il dispositivo. Un architetto, Arianna, un fotografo, Fausto, e un grafico, Gianfilippo, hanno deciso di dire basta a questa strage. E lo fanno mettendo sul sito le loro immagini da bambini, di fianco il prodotto che arriverà sul mercato il prossimo 15 luglio. Un kit composto da un portachiavi e da un nastro di sicurezza che collega le chiavi di accensione direttamente al seggiolino del proprio piccolo.

Basandosi sul principio della connessione tra 2 parti, magari collegando il laccetto anche alla portiera del veicolo, risulterà impossibile allontanarsi dall’auto dimenticando il proprio figlio. Costa solo 19,90 euro (prezzo di lancio, poi a 24,90 euro) ed è facile da usare, tanto che nel tutorial è proprio un bambino a montare il kit. “Dopo la mia tragedia – racconta Albanese – mi sono reso conto che bisogna fare qualcosa, anche se per il mio Luca non c’era più nulla da fare. Ma ci sono tanti altri che possono e devono essere salvati”. Perché spesso ci sono episodi simili, che hanno un lieto fine solo per una serie di fortunati eventi. Anche perché sono ancora troppi i Paesi che non hanno una legge in materia. Intanto arrivano questo kit e un sito dedicato, www.timetoremove.com, con l’ambizione e l’obiettivo di diventare un marchio. Per la sicurezza dei più piccoli.

Giovanni Santoro,

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