| categoria: agricoltura, economia

Riso asiatico cancella il riso italiano. Coldiretti sul piede di guerra

E’ concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani del Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna che martedì 15 porteranno la protesta a Roma, dove è previsto un incontro col ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. La Coldiretti chiede l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del riso in vendita, i nomi delle industrie che utilizzano riso straniero

Torino - Protesta dei risicoltori a piazza Castello

La Coldiretti non ha dubbi: in Italia c’è il fenomeno dell’invasione di riso dall’estero a costi più bassi. Hanno sempre riflesso un duro lavoro gli specchi d’acqua coltivati a riso dal vercellese fino a Isola della Scala, nel veronese. Alla fatica delle mondine si è aggiunta ora l’amarezza per l’invasione nel mercato nazionale di riso sottocosto, quello importato a dazi zero dalla Cambogia e dalla Birmania. E con la crisi, la cosiddetta agricoltura celeste «ha visto chiudere quasi una azienda di riso su cinque. E la situazione sta precipitando nel 2014 con la perdita di posti di lavoro e pericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causa dell’invasione di riso proveniente dall’Asia», ha denunciato il Dossier Coldiretti presentato oggi a Torino, in piazza Castello dove è stata ricostruita una risaia sullo sfondo di Palazzo Reale. «Quella dei risicoltori italiani è una battaglia giusta – ha detto il ministro delle Politiche agricole e forestali Maurizio Martina – e il governo è al loro fianco da mesi. Da quando, primi in Europa, abbiamo posto anche formalmente la questione alla Commissione europea. Per ben due volte negli ultimi mesi siamo stati artefici di un confronto che ha portato alla presentazione di un testo condiviso con altri Paesi membri, in particolare con Spagna e Grecia, per coordinare un’azione congiunta di sensibilizzazione a livello europeo per l’adozione di opportune misure di contrasto». Ora, ha annunciato il ministro Martina, «stiamo lavorando con il ministero dello Sviluppo economico e con l’Ente Nazionale Risi ad un documento che valuti le effettive conseguenze negative sul settore, in termini di margini economici per le imprese e di tenuta dell’intero comparto risicolo italiano ed europeo». A livello comunitario, ha aggiunto Martina, «abbiamo intenzione di sensibilizzare al massimo la Commissione su questa vicenda che richiede in tempi brevi un riscontro rapido ed efficace per salvaguardare il settore». Sul fronte istituzionale, la protesta Coldiretti ha registrato anche l’adesione di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto ed ex ministro dell’Agricoltura. «Aderisco con tutta la forza e la convinzione possibili alla protesta della Coldiretti contro l’ennesimo attentato alla tipicità – ha detto Zaia – dei prodotti agricoli, in questo caso il riso, e contro la scellerata libera circolazione addirittura senza dazio, di produzioni asiatiche prive di qualsiasi tracciabilità, che rappresentano un grave problema di qualità e anche dal punto di vista della salute». L’Italia è ancora il primo produttore europeo di riso su un territorio di 216mila ettari con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità di lavoro nell’intera filiera per oltre 10mila famiglie, secondo il Dossier della Coldiretti. Le importazioni agevolate a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania hanno segnato un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno. Mentre il sistema di allerta rapido Europeo (Rasff) ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie, nel primo semestre dell’anno. Inoltre, l’accordo Everything But Arms (Tutto tranne le armi) che ha portato all’azzeramento dei dazi ha favorito, denuncia la Coldiretti, l’insediamento di multinazionali in Paesi meno avanzati. Una concorrenza sleale nei confronti dei produttori italiani del Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna che martedì 15 porteranno la protesta a Roma, dove è previsto un incontro col ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. «Chiediamo – conclude il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del riso in vendita, che vengano resi pubblici i nomi delle industrie che utilizzano riso straniero, l’applicazione della clausola di salvaguarda nei confronti delle importazioni incontrollate, ma anche l’istituzione di una unica borsa merci e la rivisitazione dell’attività di promozione dell’Ente Nazionale Risi».

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