| categoria: agricoltura, economia

Riso, Regione Piemonte chiede una nuova legge sul commercio

Una nuova legge sul commercio del riso, in modo che sia obbligatoria l’etichettatura del prodotto, in grado di garantirne la tracciabilità e la trasparenza della filiera. È la richiesta avanzata dalla Giunta piemontese a Parlamento e Governo. L’esecutivo piemontese, inoltre, chiede al Governo di premere sulla Unione Europea perché venga applicata la clausola di salvaguardia, in modo che siano sospesi i dazi zero di cui godono le importazioni dai paesi meno avanzati, in particolare in questo settore Cambogia e Myanmar. «Credo che la liberalizzazione del commercio, che è la direzione verso la quale guardare per il nostro futuro, sia stata gestita con insufficiente attenzione, soprattutto considerando la crisi economica che stiamo vivendo – ha sottolineato Sergio Chiamparino che oggi ha incontrato i risicoltori insieme all’assessore all’agricoltura, Giorgio Ferrero – per questo come Presidente della Regione voglio esortare il nostro Governo ad assumere una posizione più decisa a Bruxelles, chiedendo che l’Unione Europea adotti la clausola di salvaguardia delle importazioni, di cui potrà beneficiare anche uno dei prodotti d’eccellenza del nostro territorio, il riso vercellese».

«Tutelare e valorizzare la nostra risicoltura non significa solo difendere un settore storico dell’agricoltura piemontese, che occupa oltre 8 mila addetti in circa 2500 aziende – ha aggiunto Ferrero – significa anche tutelare il prodotto italiano e il consumatore, troppo spesso nelle scatole di riso a marchio italiano si trovano risi che vengono da fuori Europa e su cui non ci sono garanzie sufficienti sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, non essendoci obbligo di etichettatura e di tracciabilità». Il Piemonte, con i suoi 120 mila ettari coltivati (la metà della superficie coltivata in Italia), e con le sue oltre 840 mila tonnellate di riso (1,4 milioni di tonnellate il dato nazionale) rappresenta il cuore per qualità e quantità della risicoltura nazionale. «È necessaria una nuova legge che svecchi i meccanismi di mercato e tuteli davvero le nostre produzioni e i consumatori», ha concluso Ferrero.

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