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Renzi mette Poggiani al vertice di Agid, ma su certe nomine serve uno screening accurato

Il nome Poggiani riporta a cronache inquietanti, quelle degli anni di Tangentopoli. Alberto Poggiani, uomo importante nel sottobosco della politica romana, finì nel taccuino nero di Antonio Di Pietro che nel 1992 fece arrestare sette nomi eccellenti tra dirigenti Atac e Acotral, appartenenti alla politica spartitoria romana e laziale della Dc e del Psi

Roma - Il premier Renzi e la ministra Madia alla conferenza di presentazione dell'Agid

L’innovazione non è nel Dna del Paese. Ma ora c’è l’Agenda Digitale e l’Europa preme. Perché in Italia se parla da decenni e i vari dicasteri nati ad hoc non hanno saputo fare granché? Uno dei primi ministri, Lucio Stanca, per l’Innovazione e le Tecnologie, fu nominato nel secondo e terzo governo Berlusconi, dominus incontrastato dell’Itc tra il 2001 e il 2006, che avrebbe dovuto rivoluzionare lo sviluppo della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Il successore Brunetta, nel 2010, tentò di dare dignità all’ente DigitPA, attraverso alcuni finanziamenti per la copertura delle spese di funzionamento. Ma la scatola rimarrà vuota fino alla sua soppressione nel 2012. Il DigiPA quindi scompare con il governo Monti che lo sostituisce con l’Agenzia per l’Italia digitale alla cui testa è nominato l’ingegnere Agostino Ragosa, ottimo curriculum e professionista. Anche qui il rispolvero non produrrà alcun risultato per la nuova Agid. E così se da una parte la banda larga è ancora una strada ad ostacoli per i piccoli comuni in cui lavorano cittadini e imprese in condizioni penose, dall’altra i governi cambiano ministri e ministre. Per non smentire una certa antropologia politica, all’Agid si cambiano le pedine. Via l’ingegnere, dentro una esperta di comunicazione. Qualche giorno fa il presidente del consiglio Matteo Renzi ha assegnato la carica di direttore dell’Agid a Alessandra Poggiani. Grande esperta di marketing e di comunicazione. Qualcuno potrebbe obiettare sulla congruità della scelta, ma certamente il curriculum è di tutto rispetto e poi c’è quella laurea presa a Londra e non a Roma. Il nome Poggiani, in realtà, riporta a cronache lontane e inquietanti della fine del secolo scorso, parliamo di Tangentopoli. Alberto Poggiani, uomo importante nel sottobosco della politica romana, finì nel taccuino nero di Antonio Di Pietro che nel 1992 fece arrestare sette nomi eccellenti tra dirigenti Atac e Acotral, appartenenti alla politica spartitoria romana e laziale della Dc e del Psi. Poggiani, all’epoca in quota Dc, era un consigliere circoscrizionale e un funzionario dell’Acotral, azienda di trasporto pubblico del Lazio. Tutti gli accusati, tra cui Alberto Poggiani, furono incarcerati e messi in celle di isolamento per oltre tre mesi. Tutti accusati di concussione aggravata per tangenti pari a 32 miliardi di lire pagate nel corso di 10 anni da Socemi, una ditta lombarda che forniva autobus e filobus. Uno stralcio di un articolo pubblicato il 29 settembre 1992 su il Corriere della Sera evidenzia la cronaca di una sistema tangentizio di quei tempi: «All’ incontro partecipa anche Alberto Poggiani, segretario amministrativo della municipalizzata, che di lì a poco succederà a Uttaro. Tra l’ 84 e il ‘ 90 Poggiani incassa tangenti dalla Socimi: le ultime il 19 dicembre del ‘ 90 all’ hotel Eden di Roma e, nel luglio del ’91, in un bar a piazzale Loreto, a Milano. Alcuni mesi prima, a febbraio, Poggiani aveva presentato l’ amministratore della Socimi, Corrado Landolina, al nuovo presidente dell’ Acotral, il democristiano Franco De Simoni. Landolina ricorda che durante una cena in una trattoria romana De Simoni “si dimostrò perfettamente a conoscenza delle tangenti”». Quei tempi lontani tornano alla mente con la Tangentopoli veneziana, la vicenda del Mose, e forse, il premier Renzi – che da quel punto di vista ha già commesso degli errori – nella valutazione dei manager da infilare nel calderone del suo sottogoverno dovrebbe, per un fatto di stile, scorrere con attenzione non solo i curricula ma anche i pedigree.
Stefania Pascucci Online News -2014

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