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EXPO/ Il prefetto di Milano commissaria l’azienda Maltauro

L’impresa Maltauro, nel mirino dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘cupola degli appaltì legata a Expo 2015, alla fine è stata commissariata dal Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, proprio come aveva richiesto il 10 luglio scorso il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Il prefetto ha provveduto stasera, con decreto, a commissariare la società per quanto concerne i lavori relativi all’appalto per le architetture di servizio del sito di Expo 2015. Amministratore è stato nominato il prof. Armando Brandolese, del Politecnico di Milano. Il provvedimento è stato emanato in base al decreto legge che ha attribuito nuovi poteri all’ Autorità nazionale anticorruzione. Una delle norme attribuisce al presidente dell’Anac, in caso di appalti finiti in inchieste giudiziarie, il potere di proporre al prefetto di adottare le misure per la straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice limitatamente alla completa esecuzione del contratto oggetto del procedimento penale. Richiesta che, nel caso della Maltauro, il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha avanzato appunto il 10 luglio scorso. Inoltre, il cda di Expo 2015, per garantire la continuità dei lavori, ha oggi confermato di voler appellarsi al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar della Lombardia che aveva accolto il ricorso dei secondi aggiudicatari dell’appalto, il consorzio RTI. Una volta constatata la volontà di Expo spa di non risolvere il contratto con la Maltauro, ai cui vertici, si precisa nel decreto della prefettura, permangono le «medesime figure, legate ad Enrico Maltauro, con ruoli decisionali e di rappresentanza e, quindi, con una potenziale capacità di incidere sulle scelte afferenti l’esecuzione dell’appalto oggetto di indagine», il prefetto ha dunque provveduto alla «straordinaria e temporanea gestione dell’impresa di costruzioni Giuseppe Maltauro spa». Tra i motivi per cui la richiesta di Cantone è stata «ritenuta fondata» dal prefetto, c’ è «la gravità del ‘modus operandì della società» che ha ‘dimostrato, nel tempo, di ‘adattarsì a pressioni criminali pur di acquisire commesse«. La misura adottata perdurerà »fino al definitivo collaudo dei lavori oggetto di appalto, in ragione della valenza strategica sottesa agli stessi per la definizione delle opere relative alla completa funzionalità del sito espositivo«. Il prefetto si riserva altresì di nominare successivamente, previa verifica della effettiva esigenza, un altro amministratore che affianchi il prof. Brandolese.

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