| categoria: Roma e Lazio

Restauro Fontana di Trevi: allarme commercianti, ci costa 40% incassi

“Il restauro della Fontana di Trevi ci sta costando il 30-40% degli incassi. Ormai i turisti non li portano più a vederla, così coperta com’è. E’ un disastro, lavoriamo di meno e rischiamo di licenziare o di chiudere”. Lo denuncia il presidente dell’associazione commercianti della zona di Fontana di Trevi- Quelli della domenica, Gianni Riposati, titolare di uno storico forno-market di fronte al monumento.

“Prima chiudevamo a mezzanotte, a volte, e dovevamo mandare via la gente – dice -, ora chiudiamo alle 9 o alle 10, è un disastro. Per non licenziare lavoriamo tutti senza fare straordinari. Ma è così per tutti i commercianti in zona”. La Fontana di Trevi da fine giugno è semicoperta dalle impalcature per un restauro finanziato dalla casa di moda Fendi. Una passerella trasparente permette ai turisti di avvicinarsi al monumento simbolo della Dolce Vita.

“Ma i lavori vanno a rilento, 18 mesi sono troppi – dice Riposati -, dovrebbero accelerare, lavorare anche di notte. E secondo me non erano neanche necessari”. Il presidente dei commercianti della piazza annuncia che “a fine stagione calcoleremo con precisione le perdite e chiederemo lo stato di calamità commerciale, come per i terremoti e le alluvioni. Vogliamo sgravi fiscali, una riduzione della tassa di occupazione suolo pubblico, il permesso Ztl gratuito”.

Da Azerbaigian 1 mln per scavi, torna unità Fori imperiali
Riunire l’area dei Fori imperiali, uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai fori di Traiano, Augusto e Nerva. Il sogno di Ignazio Marino inizia a diventare realtà grazie al via libera agli scavi archeologici sotto la via Alessandrina. Un progetto che prenderà vita grazie alla donazione di 1 milione di euro da parte della Repubblica dell’Azerbaigian. La notizia è stata data durante l’incontro con il presidente azero Ilham Aliyev in visita nella Capitale. Il progetto prevede una gara pubblica che partirà tra circa 6 mesi. Gli scavi, che avranno una durata di due anni a partire dall’affidamento, interesseranno una porzione dell’area dove oggi corre via Alessandrina, riaperta dopo diversi anni dall’amministrazione Marino. “Il tratto sul quale il sovrintendente Presicce aveva fatto diverse riflessioni – spiega il sindaco – basate su studi scientifici, è quello parzialmente sterrato che va dalla parte dove c’è la colonna di Traiano srotolata fino al secondo segmento della via Alessandrina di fronte al Foro di Augusto. Questo in modo da iniziare a ricongiungere quella parte dei Fori che era stata separata”.

“Al di sotto del manto stradale sarà completamente scavato – precisa il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce – in modo da ricongiungere in un primo momento il Foro di Traiano. Crediamo di trovare sculture e frammenti architettonici molto importanti. Vogliamo anche che romani e turisti possano avere la possibilità di avere una visione continua delle attività di scavo ma stiamo ancora definendo la modalità”. Modalità che, secondo quanto si apprende, potrebbe avere la stessa ‘filosofia’ di quella usata per la Fontana di Trevi. ‘Sparirà’ quindi un giorno la storica via Alessandrina, unica testimonianza superstite del quartiere che si venne a creare dal XVI secolo nell’area dei Fori. Per lasciare posto ad un’unica area dei Fori Imperali che potrà essere comunque ammirata dall’ alto da turisti e romani forse grazie ad un sistema di passerelle ‘trasparenti’ – la sovrintendenza su quest’ultimo punto è ancora all’inizio della progettazione. Ma per portare a termine il progetto servono risorse.

“Un milione basterà per iniziare gli scavi all’inizio di quel tratto di strada – sottolinea Marino – Se si vuole scavare sotto l’intero tratto di via Alessandrina l’intero costo, che la Sovrintendenza ha ipotizzato, è intorno ai 4 milioni di euro”. E quindi la ricerca del Campidoglio di filantropi e mecenati continua: “Speriamo di avere nei prossimi mesi altre risorse da altri importanti donatori con cui siamo nelle fasi finali di accordi – dice il chirurgo dem – Abbiamo singoli filantropi che sono imprenditori italiani e stranieri che sono interessati ma anche qualche altro Paese straniero. Il fatto che adesso possiamo iniziare quanto Francesco Rutelli, 15 anni fa, aveva pensato di fare è certamente un motivo di grande soddisfazione

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