| categoria: Cultura

Franceschini e i Comuni, un patto per la cultura

Poli museali cittadini che mettano insieme strutture dello Stato, dei comuni, musei pubblici e privati, per offrire ai turisti, anche quelli nostrani, un’accoglienza degna con orari d’apertura uguali per tutti e magari un solo biglietto. Ma anche strategie unitarie per l’uso dei fondi europei e per promuovere all’estero il sistema paese. Per rilanciare cultura e turismo il ministro Franceschini chiama a raccolta i Comuni, tutti insieme in un fronte unico sancito da un protocollo d’intesa – firmato oggi con il presidente dell’Anci Piero Fassino – dal quale nascerà un tavolo permanente con tanti ambiziosi obiettivi. «Un patto per individuare la vocazione del paese», lo definisce il ministro, che sottolinea più volte, appassionato, la necessità di un’alleanza tra comuni e politica. Il contesto è l’assemblea nazionale degli assessori, convocata a Roma dall’Associazione dei comuni. Introduce Fassino, che per primo sottolinea la necessità di fare della cultura un «un fattore costitutivo per lo sviluppo del Paese», sempre più dalla cultura «deriva l’identità dei nostri territori, dunque servono politiche adeguate e strategie, questo è il salto che dobbiamo compiere», fa notare. A Maurizio Braccialarghe, delegato nazionale Anci cultura, il compito di leggere alla platea i punti del manifesto stilato dall’associazione, che si apre con la richiesta del rilancio degli investimenti e di un maggiore sostegno pubblico nel settore culturale in termini di risorse, personale qualificato e di innovazione. Silvia Costa, presidente della commissione Cultura al Parlamento Europeo, lancia una proposta in chiave Ue, quella di un «commissario unico per cultura, digitale e turismo». Il presidente dell’associazione generale per lo spettacolo Carlo Fontana ha chiesto che lo spettacolo, «in quanto bene primario come la sanità e la scuola, sia tenuto fuori dal patto di stabilità». Il presidente di Federculture Roberto Grossi ha sottolineato l’esigenza di detrazioni fiscali anche per le spese culturali delle famiglie. Da Confindustria cultura con la presidente Patrizia Asproni un richiamo a rimuovere l’ostacolo burocrazia: «Le imprese private sono pronte, vogliono i fatti». La parola passa poi ai tanti assessori e sindaci che affollano la sala (dove in chiusura si affaccia anche Sgarbi) con il sindaco di Rimini Andrea Gnassi che invita a sfruttare al meglio l’occasione Expo («attrazione di talenti non di tangenti») e avanza il tema della «rilettura culturale del territorio» da fare con l’aiuto dei soldi Ue, mentre l’assessore al turismo di Siena propone detrazioni fiscali anche sulle vacanze e il sindaco di Parma Pizzarotti invita il governo a maggiori investimenti su cultura e innovazione culturale , «magari tagliando sugli F35». Diverse anche le note dolenti. E se il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, vicepresidente dell’associazione dei siti Unesco, fa notare che la legge per i siti, «non è stata più finanziata dal 2004» e che a Cerveteri per la carenza di fondi si trovano a scegliere tra la navetta per portare i turisti agli scavi e quella per accompagnare i bambini a scuola, c’è anche la prima cittadina di Monteriggioni che mette il dito nella piaga dei trasporti: «da Pisa a Siena servono 2 ore e mezza, rimaniamo la capitale degli esclusi». Franceschini interviene alla fine. La premessa è per le risorse, che sono sempre di meno, e per i meriti dei comuni che in questi anni hanno tenuto la luce accesa sulla cultura a dispetto della crisi e dei tagli imposti dai governi. Il ministro cita il suo passato da assessore, ricorda che anche il premier Renzi è stato sindaco, quindi si ferma sulle riforme avviate, per spiegarle e rispondere alle critiche: «Ricevo lettere e petizioni, ma forse chi mi scrive e chi commenta non ha letto i testi – dice – io voglio valorizzare il sistema delle soprintendenze, non le smonto. Autonomia gestionale dei musei non vuol dire smontare i poli museali, lavoreremo sui poli museali cittadini, costruiremo un modello e poi lo adatteremo ad ogni piccola grande città». Vincere la sfida di una crescita legata a cultura e turismo, si può, conclude, la parola d’ordine è lavorare facendo sistema, per promuovere il sistema paese, come per aggiudicarsi i fondi europei.

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