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Assotutela colpisce ancora, denuncia-querela contro il presidente del consiglio regionale Leodori

Daniele Leodori

Due stipendi, sia pure per poco, e senza battere ciglio. La marcia indietro è tardiva, la spiegazione imbarazzata, e il cane da guardia dell’utente (non solo sanitario) Assotutela, non perdona. E’peculato, scatta la denuncia-querela, non si può essere consiglieri regionali e dipendenti della regione medesima. Daniele Leodori, detto mister preferenze per il successo che lo ha portato a passare da sindaco di Zagarolo a figura apicale del Consiglio Regionale del Lazio alla Pisana dovrà delle spiegazioni oltre che all’assemblea anche ai magistrati, il presidente di Assotutela Maritato non perdona. Pubblichiamo di seguito il documento in questione.
DENUNCIA – QUERELA
PREMESSO ED ESPOSTO CHE:
– il Cons. Daniele Leodori (attualmente Presidente del Consiglio Regionale del Lazio) è stato collocato in aspettativa senza assegni, a seguito della sua elezione a consigliere regionale del Lazio, a decorrere dal 12/3/2013 e per l’intera durata del mandato elettivo, in forza di provvedimento dirigenziale A02445 28/3/2013 ai sensi dell’art. 311 del Regolamento Regionale n. 1/2002 nonché dell’art. 68 del D. Lgs. n. 165/2001 (entrambi rubricati “Aspettativa per mandato parlamentare”);
– il dipendente pubblico collocato in aspettativa non può percepire lo stipendio, né alcun altro emolumento comunque connesso al rapporto di lavoro oggetto dell’aspettativa;
– il Cons. Daniele Leodori ha invece illegittimamente continuato a percepire e ritenere gli emolumenti retributivi, anche a seguito del provvedimento di aspettativa e sino al mese di maggio 2014, per un totale di 14 mensilità non dovute;
– in data 29/05/2014 la Regione riceveva il pagamento da parte del Leodori della somma di €1.894,34 a titolo “restituzione somme non dovute” – “stipendio rata continuativa mese di maggio 2014”, accertamento n. 6049/2014, presumibilmente corrispondente alla mensilità non dovuta del mese di maggio 2014;
– per i fatti di cui sopra, in data 15/7/2014, alcuni Consiglieri del “Movimento 5 Stelle” hanno presentato una interrogazione urgente al Presidente della Regione Lazio (protocollata al riferimento “C.R.L. – Registro Ufficiale n. 9373 I”;
– a seguito della interrogazione di cui sopra in data 21/7/2014 la Regione riceveva il pagamento da parte del Leodori della cifra tonda di 24.000 euro a titolo “restituzione somme non dovute2 – “restituzione emolumenti periodo 12/4/2013 – 31/5/2014”, accertamento n. 7862/2014;
– in seguito ai fatti esposti il Cons. Daniele Leodori ha percepito e ritenuto illegittimamente 14 mensilità di stipendio, provvedendo alla restituzione di una sola mensilità nel mese di maggio 2014, e di una somma presumibilmente capiente delle altre mensilità nel mese di luglio 2014;
– A seguito della pubblicazione dell’interrogazione da parte dei Consiglieri del Gruppo M5S, il Cons. Daniele Leodori e il suo ufficio stampa sono stati contattati da alcune testate giornalistiche ed hanno fornito versioni dell’accaduto tra loro discordanti, in particolare:
– La testata online Romareport riportava le seguenti affermazioni attribuite al Lerodori in un articolo pubblicato il 15 luglio “si è verificato per un errore tecnico dell’ufficio del personale che lui stesso ha avuto cura di segnalare agli uffici competenti. E aggiunge che lo stipendio indebitamente percepito è stato già sospeso e che è in corso la procedura di restituzione delle somme versate”.
– Il 17 luglio il quotidiano Repubblica pubblicava un articolo a firma Mauro Favale in cui si riportava “se n’è accorto, dopo 6-7 mesi dalla sua elezione ( quindi settembre-ottobre 2013), e ha scritto immediatamente agli uffici della Pisana per segnalare quell’anomalia che nella sua lettera ha definito «incredibile »” e che “ ha avviato immediatamente le pratiche di restituzione di quei soldi che aveva percepito per sbaglio e che sono già rientrati nelle casse dell’ente pubblico.”
– Il 18 luglio Il fatto Quotidiano pubblicava un articolo a firma Luca Teolato in cui si riportano le dichiarazione dell’ufficio stampa riferendo “Circa sei mesi dopo l’elezione si è accorto della cosa e, nel gennaio scorso, ha chiesto la sospensione della retribuzione da dipendente. In seguito ha restituito l’intera somma all’ufficio preposto chiedendo anche al direttore di approfondire la questione vista la gravità dell’errore commesso”.
– In data 21 luglio, dopo che Luca Teolato, de il Fatto, avendo in mano documenti che smentivano le precedenti dichiarazioni, si era rimesso in contatto con l’ ufficio stampa, lo stesso cambiando versione rifereriva:” Il presidente ha denunciato la questione il 20 maggio scorso. I pagamenti indebiti poi sono stati sospesi e successivamente Leodori ha chiesto agli uffici come restituire la somma e a quanto ammontava. Gli uffici hanno dato seguito a questa richiesta e il presidente ha potuto materialmente restituire l’intera somma solo una settimana fa. L’interrogazione dei 5 Stelle non c’entra nulla. Purtroppo i tempi tecnici sono stati questi”.

– l’illecito trattenimento delle retribuzioni (indebitamente) percepite dal Sig. daniele Leodori per circa 14 mesi potrebbe costituire fattispecie penalmente rilevante, anche in relazione al disposto di cui all’art. 316 c.p. (“Peculato mediante profitto dell’errore altrui”), “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”;
– come visto, l’art. 316 c.p. punisce (anche) la condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che ritenga le somme (erroneamente) erogategli, vale a dire che (ne sia o meno richiesto) ometta di curarne la restituzione, una volta avvedutosi del carattere erroneo della elargizione disposta in suo favore;
– l’illecita (e penalmente rilevante) ritenzione delle somme da parte del Cons. Luca Leodori potrebbe evincersi dalle seguenti circostanze
a. lo stesso ha percepito 14 bonifici sul proprio conto corrente bancario per un lasso temporale superiore all’anno senza provvedere ad alcun atto di restituzione;
b. il primo atto di restituzione ( relativo ad una sola mensilità) è stato ricevuto dalla regione Lazio solo il 29 maggio 2014 e risulta del tutto parziale e minimo rispetto alle somme indebitamente percepite;
c. il secondo atto di restituzione, ricevuto dalla regione in data 21/07/2014 (per una somma a “cifra tonda” che non si comprende da quale computo derivi) risulta essere stato effettuato solo a seguito della interrogazione del Movimento Cinque Stelle e della divulgazione della notizia sui mezzi di informazione .
Per quanto sopra esposto e ritenuto, i sottoscritti querelanti, ravvisando violazione della legge penale, sporgono formale denuncia…..

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