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Eterologa, al vaglio “rimborso” donatori e sconto sui ticket

Uno ‘scontò ai superticket che le Regioni potrebbero prevedere per la fecondazione eterologa, oppure forme di rimborsabilità analoghe a quelle oggi previste per la donazione di sangue o midollo, pari in quest’ultimo caso a circa mille euro. Non si tratta di veri e propri ‘rimborsì, ma di segnali di ‘attenzionè per gratificare l’atto solidaristico della donazione di ovociti e gameti. È questa, secondo quanto si apprende, una delle indicazioni proposte dal gruppo di esperti nominato dal Ministero della Salute, in vista delle linee guida sulla fecondazione eterologa che saranno elaborate in via definitiva dal Ministero e che dovrebbero essere presentate la prossima settimana, come ha annunciato lo stesso ministro Beatrice Lorenzin, indicando la possibilità di un provvedimento legislativo d’urgenza in materia. Il principio indicato dagli esperti va, dunque, nella direzione di riconoscere forme di ‘gratificà per le donazioni: per la donazione maschile (di gameti) l’indicazione, che sarebbe al vaglio del Ministero, è di prevedere forme di rimborsabilità analoghe a quelle in atto per i donatori di sangue o midollo. Ciò significa riconoscere un ‘rimborsò per le spese sostenute o per le giornate lavorative perse (pari a circa mille euro). Per quanto riguarda invece l’ovodonazione al femminile, le ipotesi proposte dagli esperti sono tre: prevedere anche in Italia la presenza di donatrici volontarie di ovociti (in Spagna, ad esempio, tali donatrici ricevono un contributo statale di 900 euro circa in considerazione dell’invasività del trattamento cui sono sottoposte); prevedere la donazione di ovociti dalle coppie o aprire alla procedura di egg-sharing. Si tratta, in questo caso, della donazione di ovociti sovrannumerari da parte delle donne che si sottopongono alla procreazione medicalmente assistita, e proprio questa sembrerebbe al momento la strada più facilmente percorribile. Nell’ipotesi dell’egg-sharing, gli esperti proporrebbero forme di ‘attenzionè all’atto solidaristico traducibili, ad esempio, in una sorta di priorità nelle liste di attesa o in una riduzione, appunto, della eventuale compartecipazione alla spesa per i ticket specifici che le Regioni potrebbero prevedere. Ma dal comitato di specialisti, che ha da poco terminato il proprio lavoro, sono giunte anche altre indicazioni, che spetta ora al Ministero vagliare per definire le linee guida. Le proposte sul tavolo della Lorenzin riguarderebbero i limiti di età per i donatori, i limiti per il numero di donazioni possibili, la rimborsabilità dei test che si riterranno necessari al fine dell’eterologa, l’istituzione di una banca dati nazionale per la tracciabilità dei donatori e la possibilità di un interscambio di gameti nell’ambito della rete dei centri internazionale. Non si è invece mai discusso, ha precisato oggi il Ministero della Salute in relazione a notizie di stampa, del limite d’età dei soggetti riceventi la donazione di gameti. E in attesa delle linee guida, l’auspicio espresso da molti centri di procreazione assistita è che i tempi vengano rispettati, per rendere effettivamente possibile il via alla fecondazione eterologa entro settembre.

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