| categoria: sanità

STATISTICHE/ In Emilia i ricoveri più brevi, in Umbria il primato dei vaccini

I sistemi sanitari di Emilia Romagna, Toscana e Veneto, complessivamente, vanno meglio degli altri, ma non mancano di rivelare punti deboli. È quello che appare dalla fotografia scattata dalla valutazione dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, realizzata su un gruppo di 10 regioni valutate in base a 160 parametri di efficienza. Andando nel dettaglio, in Basilicata, unica Regione del Sud che ha ‘accettato di farsi monitorarè, si rilevano troppi giorni di ricovero prima dell’intervento chirurgico programmato (1,36 a fronte di Trento che riesce a contenere la degenza preoperatoria a 0,80 giornate). Buone performance invece nella capacità di risposta per gli utenti del pronto soccorso. In Emilia Romagna, che vanta la best practice per l’adesione agli screening oncologici nonchè una buona copertura vaccinale e efficienza della degenza ospedaliera (a parità di tipologia, i ricoveri, qui, sono più frequenti per abitante rispetto ad esempio al Veneto, ma anche più brevi). Meno bene l’appropriatezza prescrittiva per risonanze magnetiche effettuate su anziani (27 l’anno su 1000 abitanti), considerato indice di inefficienza perchè può esser sostituito da altri tipi di diagnosi e, in qualsiasi caso, non è risolutivo poichè legato a problemi di artrite degenerativa. In Friuli Venezia Giulia, bene le prestazioni per problemi legati alla salute mentale (il basso tasso di ricoveri ripetuti di pazienti psichiatrici mostra che sono ben ‘presi in caricò) e la terapia contro il dolore, come dimostra l’elevato consumo di farmaci oppiodi. Da migliorare, l’appropriatezza prescrittiva per risonanze magnetiche per anziani (29×1000). La Liguria mostra buoni risultati nelle strategie per il controllo del dolore e la copertura vaccinale, ma va male il costo per l’attività diagnostica strumentale per immagini e, anche qui, l’appropriatezza prescrittiva per le risonanze. In base a quest’ultimo parametro le Marche costituiscono la best practice (17×1000) ma mostrano scarsa diffusione di strategie per il controllo di dolore e la spesa farmaceutica territoriale procapite più alta: 202 euro a cittadino a fronte di 137 spesi a Bolzano, il miglior risultato. Nella provincia autonoma di Bolzano, inoltre, ottime le performance di pronto soccorso ma troppo alto il costo sanitario procapite (2.333 euro per abitante a fronte del 1787 del Veneto) ed elevato il numero di ricoveri ordinari in chirurgia, che potrebbero invece esser erogati nel meno costoso day hospital. In Toscana, da migliorare l’appropriatezza prescrittiva farmaceutica (si consuma il doppio di antibiotici rispetto a Bolzano) e l’assistenza per salute mentale. Molto positiva, invece, l’integrazione ospedale-territorio, il basso ricorso all’ospedalizzazione e l’assistenza per patologie croniche. L’Umbria vanta il primato per la copertura vaccinale (vaccina il 93% dei nuovi nati per morbillo, parotite e rosolia rispetto a Bolzano fermo al 68%). Troppe invece le dimissioni volontarie dei cittadini dai ricoveri ospedalieri (ritenuto indice di insoddisfazione) e, ancora troppe le risonanze per anziani. La provincia di Trento si distingue perchè riesce a contenere la degenza preoperatoria a 0,80 giornate, come già visto, ma ha alto tasso di ospedalizzazione (167 ricoveri per 1000 abitanti a fronte dei 136 del Veneto) e maglia nera quanto ad appropriatezza di risonanze prescritte ad anziani. In Veneto, bene la copertura con screening oncologici e best practice per il tasso di ospedalizzazione, il più basso in assoluto con 136 ricoveri per 1000 abitanti (a fronte di Bolzano che ne ha 184, Trento e Liguria 167). Meno bene l’appropriatezza prescrittiva di risonanze per anziani e nella lunghezza dei ricoveri.

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