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Orlandi, al via la rivoluzione del fisco, priorità alla lotta contro le frodi

Operazione ‘fisco amicò da un lato, con 6 milioni di contribuenti che già il prossimo anno potranno compiere i loro doveri col fisco attraverso il semplice invio del 730 precompilato. E lotta senza quartiere all’evasione, a partire dal contrasto delle frodi che ormai dilagano in modo «incredibile». Alla sua prima uscita ufficiale il neodirettore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi traccia le linee del suo mandato: da un lato contrasto all’evasione che vizia il mercato a scapito degli onesti, dall’altro acceleratore premuto sulle semplificazioni, per realizzare quella «rivoluzione copernicana» nel rapporto tra fisco e cittadini invocata anche dal premier Matteo Renzi, che passa appunto per l’avvio della sperimentazione del 730 precompilato. Con la nuova dichiarazione, spiega la Orlandi, piglio deciso, forte accento toscano e tailleur rosa pesco per la sua ‘primà in Parlamento, «si inverte il rapporto tra amministrazione e cittadini» perchè è l’amministrazione ad arrivare a casa del contribuente che, se accetterà il modello precompilato, avrà chiuso con i suoi doveri fisco. Ed è questo il cuore dell’innovazione, sottolinea Orlandi: «Il contribuente avrà la facoltà di controllare l’esattezza» dei dati elaborati dall’Agenzia e potrà «accettare o non accettare» la precompilata. Se la accetta, «non sarà più soggetto ai controlli formali», che passeranno invece in capo agli intermediari (Caf o professionisti) laddove il 730 venga invece modificato, o si scelga comunque questa modalità per presentarlo. Si passa insomma da un modello ‘mi dica, poi verifico e le faccio sapere nei prossimi annì, come sintetizzato in alcune slide depositate in commissione Finanze nel corso dell’audizione, al modello ‘questo è quanto dovuto e, se per lei (contribuente, ndr) va bene, ci vediamo per la prossima dichiarazionè. Un meccanismo che, secondo le stime dell’Agenzia, il prossimo anno potrebbe riguardare appunto circa il 30% dei 20 milioni di contribuenti che presentano il 730. Il restante 70% (circa 14 milioni) potrebbero infatti voler integrare la dichiarazione per portare in detrazione le spese mediche, che non compariranno nel primo anno di sperimentazione nella dichiarazione precompilata. Queste spese dovrebbero però essere inserite già nel 2016 (sull’anno di imposta 2015) portando sopra il 50% i contribuenti che potranno avvalersi della precompilata ‘fai da tè, senza bisogno di integrazioni. E l’obiettivo è quello di arrivare entro tre anni, nel 2017, ad avere il 100% di dichiarazioni complete, che non avranno quindi bisogno di modifiche, salvo correzione di eventuali errori. Se semplificazione è una delle parole chiave («io che sono una esperta – ha scherzato ‘lady Fiscò – ho perso un pomeriggio per cercare di capire che cavolo dovevo fare con l’Imu di casa mia») l’altra deve essere «legalità»: per perseguirla ci deve essere un cambio di clima nei confronti dell’Agenzia, avverte Orlandi, e smetterla con «il clima scandalistico» e le «polemiche senza approfondimenti» che portano «i miei 41mila colleghi a essere martirizzati, tirandogli anche le bombe».

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