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Abruzzo, indagati ex presidente Chiodi e ex assessore Venturoni: falso, violenza privata e abuso d’ufficio

L’ex presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi in qualità di ex commissario ad acta per il piano di rientro dei debiti della Sanità,il sub commissario Giovanna Baraldi e l’ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni sono finiti al centro di una nuova indagine della Procura di Pescara sul sistema sanitario abruzzese. I reati contestati a vario titolo agli indagati sono falso, violenza privata e abuso d’ufficio. L’indagine riguarderebbe le cliniche private della regione e il ridimensionamento dei tetti di spesa, per arrivare ai quali gli indagati avrebbero operato, secondo la Procura, violando la legge. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale Mauro Febbo, ex assessore nell’Esecutivo Chiodi si è detto “esterefatto” dalla notizia. Ricordo a me stesso che quando ci insediamo in Regione, nel gennaio del 2009, ci trovammo di fronte una situazione a dir poco drammatica: non solo il Bilancio regionale non era in ordine ma riscontrammo gravi problemi soprattutto sul sistema sanitario; in particolare, tutto quello che ruotava intorno alla sanità privata era una vera e propria giungla (per usare un eufemismo)».«Di fronte a questo scenario – ha proseguito – era palesemente chiaro di come proprio la sanità privata incidesse all’interno della struttura politico-amministrativa dell’Esecutivo regionale e ne determinasse le scelte. La Delibera di Giunta dell’aprile 2008 che fissava i tetti di spesa della Sanità privata non fu mai pubblicata sul Bura e per questo non divenne mai efficace». Dopo aver evidenziato come attorno ai problemi della sanità privata e all’azione rigorosa impostata dal governo regionale possono esserci stati confronti duri, Febbo si è detto convinto che quando la Magistratura avrà completato il suo lavoro si farà «piena luce su questa vicenda e siamo più che convinti dell’onestà e della correttezza con le quali hanno operato Gianni Chiodi, Lanfranco Venturoni e Giovanna Baraldi. Siamo certi che verrà dimostrata la loro assoluta estraneità ai fatti».

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