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SONDAGGI/ Pd sempre oltre il 40%, ko Fi e M5S. Nuovo balzo della Lega

I sondaggi politici di Ixè confermano una cosa soprattutto: nonostante le difficoltà cui il governo sta andando incontro, soprattutto sulla riforma del Senato, gli italiani mantengono molto elevato il loro apprezzamento nei confronti di Matteo Renzi, del suo governo e anche del Partito Democratico. Segno che, forse, potrebbe aver ragione il premier quando afferma che “ogni giorno di stallo causato dalle opposizioni è un voto in più per noi”. La luna di miele sembra proseguire, quindi, e forse anche per una oggettiva mancanza di alternative. Nelle intenzioni di voto, il Pd cresce ancora di un paio di decimali e rimane altissimo al 42,7%. Scende invece Forza Italia, al 15,6% e scende anche il Movimento 5 Stelle, al 19,7%. Il Partito Democratico fa quindi il vuoto dietro di sé. Tra i partiti minori, Sel è al 2,1%, il Nuovo Centrodestra al 2,4%, la Lega Nord continua a crescere e arriva al 7,4%, Fratelli d’Italia al 2,5%. Visti questi numeri, ed escludendo la Lega Nord, non sarà sufficiente abbassare la soglia di sbarramento dell’Italicum al 4% per accontentare i “piccoli”.

Le stesse indicazioni arrivano anche dalla fiducia nei leader: Matteo Renzi rimane stabile al 51%, solo un punto percentuale sopra la soglia psicologica del 50% che rappresenta l’indicatore “tipo” di popolarità molto elevata, come dimostra il fatto che il presidente della Repubblica, che sulla carta dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, si ferma al 37%. A dimostrazione di come molto probabilmente manchi un’alternativa elettoralmente valida a Renzi sta il fatto che i leader che seguono sono tutti molto polarizzanti, del tipo che o li si ama o li si odia (Grillo 20%, Salvini 18%, Berlusconi 17%), laddove invece Renzi, come si vede dalle percentuali che raggiunge, unisce molto di più.

Ne beneficia anche il governo Renzi, che nonostante i mesi di stallo e di mancata crescita economica del paese che continuano a susseguirsi rimane al 50% di fiducia da parte dell’elettorato. Addirittura un punto sopra a quanto raggiungo nel mese che ha preceduto le elezioni europee, anche se 3 punti sotto il livello massimo ottenuto a fine giugno. La sensazione, però, è che la pazienza stia iniziando a esaurirsi, visti anche alcuni segnali che stanno arrivando dai poteri forti. Per il governo e per Renzi è giunto il momento di concretizzare.

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