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Amministrazione in difficoltà, il Commissario taglia. Ma spunta l’ipotesi di un “salva Venezia-bis”

Il Commissario Vittorio Zappalorto

A Ca’ Farsetti il clima è incandescenti, il popolo dei comunales preme e occupa il Comune i tagli mettono tutti in ansia. E’ muro contro muro sui tagli di 4 milioni di euro agli stipendi dei dipendenti comunali ma sullo sfondo si sta lavorando, tra Venezia e Roma, per una sorta di provvedimento Salva-Venezia bis che permetta, com’era accaduto a fine febbraio, tenendo conto della “specialità” della città, di allentare i vincoli del Patto di Stabilità – l’insieme di regole che mette un tetto alla spesa – sforato nel 2013 allontanando, tra le altre cose, lo spettro della scure sugli stipendi dei comunali. Il Commissario Zappalorto “galleggia”, l’eterno direttore generale Marco Agostini tiene il pallino del gioco: «Chiederemo al governo di intervenire», dice , con la consapevolezza che oggi Ca’ Farsetti è guidata da un commissario e sarà più difficile trovare una sponda politica, anche alla luce dello scandalo Mose: la decisione di aiutare Venezia potrebbe far storcere il naso a molti, a Roma. Zappalorto sembra avere oggi tre vie: uno stanziamento speciale, l’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità, come successo a febbraio, la rateizzazione della sanzione di 17 milioni di euro che Ca’ Farsetti dovrà pagare per aver sforato il Patto l’anno scorso, uno sforzo aggiuntivo che il Comune dovrà fare solo quest’anno. Per questo si sta muovendo il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, veneziano, in contatto con i vertici locali del Pd.
Il commissario intanto va avanti diritto, e si prepara a tagliare di 4 milioni di euro gli stipendi dei dipendenti comunali. «Per 2.300 dei 3.000 dipendenti comunali il taglio sarà di 120 euro lordi all’anno mentre per i 32 ispettori del Casinò il taglio annuo sarà di 5 mila euro, sempre lordi», dice Agostini. «Insomma, abbiamo chiesto un maggior sacrificio a chi prende di più, ma se per i sindacati l’unica soluzione è non tagliare nulla il confronto è impossibile».

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