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Pantani fu ucciso? La Procura riapre il caso dopo 10 anni

A dieci anni dai fatti ed esattamente a 16 dalla vittoria al Tour de France (era il 2 agosto 1998) si riaprono le indagini sulla morte di Marco Pantani, con una ipotesi inquietante: omicidio volontario. Il Pirata non sarebbe morto – secondo la nuova ipotesi – per una assunzione volontaria di cocaina in solitudine, nella stanza D5 presa in affitto al Residence Le Rose di Rimini. Secondo gli elementi contenuti in un esposto presentato dai familiari – redatto dall’avv.Antonio De Rensis che li assiste e suffragato da una consulenza medico-legale del prof.Francesco Maria Avato (che fece già riaprire per omicidio la vicenda del calciatore Bergamini, archiviata una prima volta come un suicidio) – quel 14 febbraio 2004 Marco sarebbe stato prima picchiato da persone che probabilmente conosceva e a cui avrebbe aperto la porta, poi una volta stordito sarebbe stato ucciso facendogli ingerire una grande quantità di cocaina diluita in acqua. Una ipotesi che cozza con le conclusioni delle vecchie indagini. Sulla base dell’esposto, intanto, la Procura di Rimini ha aperto il fascicolo. Tiepido sulla nuova ipotesi, comunque, il Procuratore di Rimini Paolo Giovagnoli: «Abbiamo appena ricevuto le carte presentate dai familiari e aperto un’indagine. È un atto dovuto quando arriva un esposto-denuncia per omicidio volontario. Leggeremo le carte, se ci sarà l’esigenza di indagini chiederemo al Gip». Proprio ieri Giovagnoli ha assegnato il fascicolo al sostituto Elisa Milocco, giunta da poco a Rimini. Giovagnoli ha anche precisato che l’inchiesta è aperta senza indagati, spiegando che il fascicolo è iscritto a modello 44, appunto quello usato contro ignoti. De Rensis in precedenza aveva detto – senza aggiungere altro – che «l’inchiesta è stata iscritta a modello 21». Il modello 21 è invece quello in cui le Procure iscrivono solitamente i procedimenti con indagati. Il nuovo quadro fatto dal legale della famiglia Pantani, come lui stesso ha spiegato, porta ad «una realtà fattuale molto diversa da quella emersa ufficialmente all’epoca. Intanto facciamo emergere le enormi lacune e contraddizioni, facciamo emergere ciò che si poteva comprendere facilmente all’epoca». De Rensis ha parlato di «un lavoro faticoso e impegnativo, di rilettura» intrecciato con «il lavoro scientifico del prof. Avato», e con «indagini difensive che, seppure assolutamente riservate, hanno evidenziato elementi importantissimi». I punti della ricostruzione fatta partono dalle escoriazioni sul corpo del Pirata, da striature nella camera del Pirata che farebbero pensare al trascinamento del corpo, dal fatto che pur non avendo fatto colazione nello stomaco del campione ci sono tracce di una piccolo pasto. Poi, appunto, la grande quantità di cocaina trovata nel corpo e nella stanza. E il disordine della stanza che sarebbe contraffatto. Un ricostruzione molto diversa dai processi fatti: che si sono conclusi con il patteggiamento davanti al Gip di 4 anni e 10 mesi per Fabio Miradosa e di 3 anni e 10 mesi per Ciro Veneruso, per spaccio e morte come conseguenza di altro reato. Il primo – secondo la vecchia ipotesi – avrebbe consegnato al Pirata la dose letale, l’altro l’avrebbe procurata. Poi c’era un altro imputato che aveva rifiutato il patteggiamento e che alla fine è stato assolto dalla Cassazione. Dalle indagini fatte allora era emerso, ad esempio, che qualche mese prima della morte Pantani aveva devastato una camera in un altro hotel dove fu trovata della droga. E questo potrebbe spiegare il disordine nella camera del Residence Le Rose e anche le ecchimosi, che il campione romagnolo potrebbe essersi auto-procurate nel devastare la camera. Inoltre dall’inchiesta era emerso che il Pirata era diventato nell’ultimo periodo un grandissimo consumatore di droga. Allora si parlò di consumo di quantitativi «inimmaginabili». E anche le persone che «gli davano fastidio» il giorno stesso della morte, vennero lette dalle indagini come manie persecutorie. Legate ad un disagio che traspariva anche da biglietti scritti da Pantani e trovati nella camera: «Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta – dice uno -, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata».

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