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DISABILI/ Un nastrino bicolore per i diritti dei caregiver

Ditelo con i colori. Il rosso in solidarietà alle persone malate di Hiv/ Aids, il giallo l’attesa per il ritorno di una persona amata o di truppe militari (recentissimo l’utilizzo in Italia per sostenere il ritorno dei due Marò dall’India). Sono tanti i colori scelti per sostenere una campagna o una battaglia con i diversi ‘nastri della consapevolezzà. Piccoli nastri ripiegati ad anello, o loro raffigurazioni, usati in tutte le parti del mondo per indicare il proprio sostegno. Da oggi alla lunga schiera dei nastri e dei colori, su iniziativa del Comitato Promotore per i diritti dei Family Caregiver in Italia, si aggiunge il «nastro della consapevolezza per i diritti dei caregiver: blu navy contro la schiavitù, arancio per i diritti umani!». Una iniziativa divulgata via internet che, spiegano dal Comitato, sta riscuotendo «un notevole interesse e numerose adesioni soprattutto all’estero». L’iniziativa vuole portare l’attenzione sulla figura del caregiver familiare, migliaiaia di persone costrette a rinunciare alla propria vita (festività, vacanze, vita sociale, momenti di svago, a volte una consona alimentazione o un numero di ore di sonno adeguato) per prestare cure e assistenza, senza soluzione di continuità, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno ad un proprio familiare gravemente disabile. Sono soprattutto donne: mogli, madri, sorelle, figlie. Persone che spesso finiscono per ammalarsi a loro volta e alle quali lo Stato non riconosce alcun beneficio, nè un’indennità, nè una copertura previdenziale, nè il diritto al prepensionamento malgrado la loro fatica faccia risparmiare tempo e notevoli risorse alla sanità pubblica. Hanno quindi deciso di ampliare la platea della loro battaglia per rivendicare il diritto, che esiste in quasi tutti i paesi europei al riconoscimento del loro lavoro di cura, tutele sanitarie e contributive, servizi che li sollevino solo per qualche ora al giorno del gravoso impegno d’amore al servizio della collettività. Quindi la decisione di «creare» il nastrino e lanciare sul web l’iniziativa. «Nastro della consapevolezza per i diritti dei caregiver: blu navy contro la schiavitù, arancio per i diritti umani! Attacchiamolo sui nostri vestiti (è sufficiente sovrapporre i due nastri di colore diverso), sulla borsa, sul lunotto posteriore della nostra auto, divulghiamolo sul web con tutti i mezzi – recita l’appello – traduciamolo e mandiamolo in giro per il mondo, perchè in Italia, finalmente, I CAREGIVER ESCANO DALL’INVISIBILITÀ in cui sono stati relegati da istituzioni miopi e corrotte! La nostra battaglia – prosegue l’appello – la vinceremo anche così! Riconoscere i diritti umani più elementari per i caregiver familiari è un dovere di tutta la collettività! Fai tua questa battaglia di civiltà e aiutaci con pochi semplici click. Curarsi di un proprio familiare disabile è una scelta d’amore che tu puoi sostenere divulgando questo messaggio».Il significato del nastro della consapevolezza varia a seconda del suo colore. Il primo comparve in un brano cantato dai militari statunitensi in marcia. Brano registrato nel 1917 da George Norton con il nome di «Round Her Neck She Wears a Yeller Ribbon». Il testo parla di una donna che indossa intorno al collo un nastro giallo in attesa del ritorno del ragazzo soldato che si trova molto lontano. Da allora i sono nati nastri con diversi colori e significati. Il nastro blu, in Canada e in Giappone, è il simbolo della lotta contro il fumo e il tabacco. Il nastro blu navy è stato utilizzato contro la schiavitù; il nastro rosso è il simbolo della solidarietà alle persone malate di Hiv/Aids; il nastro bianco qualche volta viene usato come simbolo del movimento femminista; il nastro nero simboleggia il lutto; il nastro grigio indica il sostegno ai malati di diabete, di cancro al cervello o di asma; il nastro giallo indica l’attesa per il ritorno di una persona amata o di truppe militari; il nastro verde indica il sostegno ai malati di emocromatosi, di linfoma o della sindrome di Tourette. È usato anche nella campagna della legalizzazione della cannabis. E ancora, il nastro arancione è stato utilizzato nel 2008 come simbolo della lotta per i diritti umani in Tibet; il nastro viola viene utilizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica su diverse cause, tra cui la xenofobia, l’omofobia e la violenza domestica; il nastro marrone indica il sostegno alla lotta contro il tabacco; il nastro rosa è il simbolo della solidarietà per le donne malate di cancro al seno.

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