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MOSTRE/ Il genio di Memling per la prima volta in Italia

Preziosissime tavole, ritratti, dittici e trittici, prestiti eccezionali dai maggiori musei del mondo, illustrano per la prima volta a Roma il genio di Hans Memling, il pittore fiammingo che nel ‘400 fu tra i più contesi anche dalla ricca committenza italiana. Dal 10 ottobre al 18 gennaio alle Scuderie del Quirinale si potranno ammirare capolavori assoluti come il Trittico della famiglia Pagagnotti o quello dei Moreel, nonchè il meraviglioso Giudizio Universale, che dopo 600 anni arriva in Italia, da dove era partita la commissione del banchiere fiorentino Angelo Tani, ma fermata a Danzica da una razzia di pirati. Un’opera straordinaria, che il committente voleva per la cappella dedicata a San Michele nella Badia Fiesolana a Firenze. Caricata sulla galea San Tommaso, la nave fu assalita dai pirati che trasportarono il carico nella città di Danzica, la migliore offerente per il prezioso bottino. Il trittico del Giudizio Universale venne ammirato a tal punto da tutti gli abitanti, che decisero di collocarlo nel Duomo cittadino. E inutile fu la causa intentata per riaverlo. Tani era infatti particolarmente legato all’opera che per lui rappresentava una sorta di riscatto morale e al contempo un monito per chi gli aveva slealmente sottratto un incarico prestigioso in una banca di Bruges. Nel trittico, lui e la moglie sono raffigurati inginocchiati sul retro degli sportelli, mentre al centro la grandiosa figura di San Michele è intenta a pesare le anime alla presenza della corte celeste. A sinistra i beati accolti da San Pietro si apprestano a varcare le porte del Paradiso e a destra i dannati precipitano nel fuoco dell’inferno. Angelo Tani, scegliendo Memling per realizzare l’opera, si era rivolto per il ‘Giudizio Universalè al più famoso e caro artista di Bruges, come a dire che se la giustizia umana nulla aveva potuto nel suo caso, sarebbe stata la mano divina a punire un giorno i torti da lui subiti. Il Trittico non rimase sempre a Danzica, ma sempre vi fece ritorno, sia quando venne depredato dalle truppe napoleoniche per essere portato al Louvre, sia quando i russi, come risarcimento delle perdite della seconda guerra mondiale, lo collocarono all’Ermitage. Ma il Trittico, al contrario di moltissime altre opere che ebbero la stessa sorte, grazie alla capacità diplomatica della Polonia, tornò sempre a Danzica. ‘Hans Memling’, curata da da Till-Holger Borchert del Memling Museum di Bruges e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo con Arthemisia Group (le prenotazioni sono già aperte), è la prima monografica mai realizzata in Italia per illustrare la produzione del genio fiammingo, forse nato in Baviera, ma diventato famoso a Bruges soprattutto per i suoi ritratti, contesi dall’emergente borghesia europea, in particolare italiana. Noto fino in Inghilterra, Memling nel 1477 arriva a simulare la sua morte, mentre tre anni dopo compare in una lista di sovversivi fatta stilare da Massimiliano d’Austria. Quando negli anni successivi le Fiandre cominciano a perdere il loro potere commerciale, il maestro continua, grazie alla fama acquisita, a vivere tra gli agi fino alla morte. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges, traendo grande vantaggio dalla reputazione della precedente generazione di Primitivi fiamminghi, in particolare Jan van Eyck e Rogier van der Weyden. Fin dall’inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle elite urbane. Oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (conservato in parte agli Uffizi e in parte alla National Gallery di Londra) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (dal Groeningemuseum di Bruges) che farà da spettacolare conclusione del percorso espositivo, l’importante rassegna presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui ‘Ritratto di giovanè dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il ‘Ritratto di uomò dalla Royal Collection di Londra (un prestito eccezionale della Regina Elisabetta), il ‘Ritratto femminilè di una collezione privata americana, il ‘Ritratto di uomò della Frick Collection di New York, nonchè il magnifico ‘Ritratto di uomo con moneta romanà proveniente da Anversa.

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