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Stretta del Pil, c’è il nodo delle risorse. Il governo cerca una quadratura dei conti

Non solo riforme istituzionali. Quella che si apre domani è una settimana determinante per il governo anche sul fronte dei conti pubblici. Oltre ai fronti aperti in Parlamento con i due dl sulla riforma della P.a e quello sulla competitività che hanno ancora diversi nodi da sciogliere, questi saranno i giorni chiave anche per fare il punto sulle misure economiche, dopo che mercoledì l’Istat diffonderà i dati sul Pil del secondo trimestre che dovrebbero indicare che l’Italia si è fermata ad un +0,2% e alla luce di quelli già diffusi sulle prospettive dell’intero anno che prevedono uno crescita stentata per il nostro Paese tra lo 0,2% e lo 0,3%. Martedì il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan riferisce alla Camera sulla spending review dopo le polemiche degli ultimi giorni e gli interrogativi sulle sorti dell’attuale commissario Carlo Cottarelli con il possibile arrivo di una task force di esperti. Ma resta chiaro comunque a tutti che è proprio la voce spending quella su cui si conta con i 17 miliardi previsti per il 2015. Nella lista della spesa ci sono 14,3 miliardi che servono per stabilizzare gli 80 euro e il calo del 10% Irap; 4,9 miliardi per correggere il deficit come previsto dal Def e circa 3 miliardi per evitare che scattino tagli agli sconti fiscali previsti come clausole di salvaguardia. Il governo ha già cominciato a rifare i conti «con l’obiettivo certo di far quadrare tutto senza una manovra correttiva», spiegano fonti. «Per ora è solo ancora dibattito generale di cui però lo schema complessivo va ricercato nelle parole del premier Renzi», dicono, sia per quanto riguarda le cose da fare, sia sul fronte della spending review. A chiarire interviene il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei: «il premier ha preso un impegno con la misura degli 80 euro, affinchè sia un intervento strutturale e perchè questo riesca è necessario andare avanti con il programma di spending», afferma, ribadendo invece che sull’estensione del bonus, viste le mutate condizioni, è necessaria una pausa di riflessione. «Chi lo vuole estendere indichi le coperture», dice, rispondendo a quanto affermato oggi in una intervista dal ministro delle Infrastrutture Lupi . «L’intento del governo è quello di continuare ad abbassare le tasse sul lavoro e di ridurre la spesa tutelando lo stato sociale», sottolinea Taddei spiegando che si procede in continuità con quello che è già stato fatto e che il lavoro tecnico sta andando avanti in diverse sedi, al governo e nei ministeri «in una logica di integrazione» con il lavoro di Cottarelli. «Abbiamo già fatto un intervento per 10 miliardi di tasse sul lavoro in meno ed intendiamo continuare per arrivare alla fine di un percorso che ci permetterà di ridurre di 30 miliardi la tassazione sul lavoro riducendo il gap italiano», precisa poi. «Per continuare è necessario proseguire con la revisione della spesa, ma deve trattarsi di un processo che non tocchi lo stato sociale. Noi siamo il Pd. Sarebbe semplice intervenire facendo tagli lineari. Noi stiamo invece lavorando ad una diversa collocazione delle risorse, senza danni per scuola, sanità, assistenza».

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