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UCRAINA/ Le sanzioni? Mosca reagisce con l’aumento dei controlli dei cibi Usa e Ue

La rappresaglia di Mosca per le sanzioni di Stati Uniti ed Unione Europea passa attraverso polli, frutta e fast food. Invece di rispondere con misure analoghe, bloccando esportazioni petrolifere e conti bancari, che sarebbero ben più penalizzanti, la Russia aumenta i controlli sulle importazioni di prodotti alimentari, segnalando violazioni alle norme e minacciando bandi totali. Secondo quanto scrive il «Washington Post», nelle ultime settimane gli organismi di controllo dei consumatori e dei prodotti agricoli hanno rilevato livelli di antibiotici troppo alti nel pollame proveniente dagli Stati Uniti, così di pesticidi nella frutta e nella verdura in arrivo dall’Europa, contaminanti nei latticini ucraini e batteri nei fast-food delle catene americane. Solo una coincidenza? Non ci crede nessuno, anche perché, negli ultimi anni, Mosca ha spesso usato il blocco delle importazioni dai Paesi vicini come strumento di rappresaglia e pressione: così, per esempio, con il vino della Georgia dopo la rivoluzione ‘filo-occidentalè, e, più di recente con la Moldova, ‘colpevolè di aver firmato un accordo di associazione con l’Ue, dalla quale non vuole più frutta e verdura. E a febbraio, dopo la destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovych, aveva bloccato alla frontiera i cioccolatini ucraini, per la maggior parte produzione delle aziende dell’attuale capo dello Stato Petro Poroshenko.

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