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Dl competitività, dalle nutrie all’Ilva, decreto “omnibus”

Tra soppressioni e modifiche, dalle nutrie alle rinnovabili fino al limite per l’uso del contante e ai governatori di Regione, il decreto competitività cambia pelle nel suo iter alla Camera. E come molti deputati dell’opposizione hanno fatto notare ha sempre più le sembianze di un provvedimento «omnibus». Il testo uscito dal Senato è stato infatti emendato in varie parti. Gli articoli sono rimasti 34. Intanto il provvedimento, ora all’esame dell’Aula della Camera (dove l’approdo è stato caratterizzato anche da un ritorno nelle commissioni per alcuni ritocchi su osservazioni della commissione Bilancio), scade il 22 agosto; dopo il via libera a Montecitorio, dove il governo ha posto la questione di fiducia, dovrà tornare a Palazzo Madama. Tra le principali modifiche, la cancellazione della deroga al tetto di 240 mila euro per gli stipendi dei manager Pa per le società quotate e quelle emittenti strumenti finanziari quotati o che rilasciano titoli scambiati, l’eliminazione del pagamento dei crediti per 535 milioni a Poste italiane, la cancellazione dell’abolizione del limite della soglia dei 1.000 euro per l’uso del contate a stranieri e turisti in Italia, ed anche la soppressione della possibilità nell’ambito delle semplificazioni per l’attività imprenditoriale della sola Scia per fare impresa. Poi lo stop ai commissari se governatori dimessi: i presidenti di Regione che cessano anticipatamente la carica di governatore non potranno più conservare «incarichi commissariali» (per esempio Vasco Errani in Emilia Romagna e Giuseppe Scopelliti in Calabria). Tra le altre modifiche, per quanto riguarda la parte ambientale, ci sono richieste di soppressione che riguardano aspetti legati a rifiuti, fondali marini, accordi di programma per le risorse sul rischio idrogeologico; e il ‘nò ai led per le luci dei semafori. Inoltre, vengono precisati i limiti per scarichi acque e in fogne. Per la parte agricola, stop ad alcune disposizioni sull’agricoltura biologica, disposizioni penali urgenti per la garantire la sicurezza agroalimentare, e all’istituzione del servizio integrato per la tutela del patrimonio agroalimentare italiano. Soppressa anche la norma sulle Capitanerie di porto per la predisposizione di un un Piano per la vigilanza sulla pesca. Ed ancora ci sono stati alcuni ritocchi allo spalma incentivi: è stata introdotta una modifica alle riduzioni, dal 5% al 6% per gli impianti da 200 a 500 kW e dal 9% all’8% per impianti oltre i 900 kW. Ed ancora soppressione per i ‘condhotel’ (hotel condomini), e della norma che consente alla Consob di procedere ad assunzioni per chiamata diretta, in riferimento al sistema tariffario elettrico per Rfi è stato soppresso il riferimento al trasporto delle merci transfrontaliero che veniva incluso tra le tariffe elettriche agevolate; modifiche ad alcune regole sulle rinnovabili come l’esclusione degli oneri in chiave autoconsumo per impianti non superiori ai 20 kW (scambio sul posto, a tutti gli impianti con potenza fino a 500 kW). Per finire l’esclusione delle nutrie dalle specie tutelate.

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