| categoria: Roma e Lazio

Teatro Valle, gli occupanti provano a porre condizioni al Comune

«Due sono le questioni importanti per il nuovo Teatro Valle. La distinzione dell’uso e proprietà. L’uso è da definire, partiamo dal presupposto che quello che vorremmo è che gli organi che gestiscono questo luogo, quindi la struttura, devono essere rispondenti a quelli che sono gli organi della fondazione. Ma sia chiaro, non intendiamo spazzare via gli organi del Teatro di Roma». Così gli occupanti del Teatro Valle durante un’assemblea all’interno del teatro. «La richiesta è che – proseguono – per poter proseguire questa esperienza, è necessario che il modo in cui ha funzionato fino ad ora venga riconosciuto. È importante anche definire i rapporti tra la fondazione e il Teatro di Roma. Alcune questioni sono rimaste aperte dopo il tavolo di ieri. La questione lavori: è venuta fuori la proposta di istituire un comitato di esperti che possa accompagnare l’andamento dei lavori ed eviti il rischio che il Teatro Valle rimanga chiuso per anni». «Sinibaldi non ha un’idea di teatro ancorata agli anni ’60 – afferma Christian Raimo, scrittore, durante la conferenza – ha anzi un’idea progressista della cultura. Nel suo libro ‘Un millimetro più in là’, Sinibaldi considera la cultura come ‘mediazione curiosà, e su questo punto siamo stra-d’accordo». «Va ipotizzata una forma di collaborazione con il Teatro di Roma – prosegue Ilenia, una delle occupanti – si può creare una sperimentazione reale? Non bisogna solo fare una sperimentazione artistica, ma anche gestionale».

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