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F1/ Ecclestone paga 100 milioni di dollari, caso archiviato

Il saluto pronunciato semplicemente nella sua lingua, lasciando il tribunale di Monaco di Baviera, prima di entrare sulla Limousine, troneggia sulla stampa tedesca: Bernie Ecclestone paga 100 milioni di euro, e «bye bye». Le accuse al boss della Formula 1, imputato per un caso di corruzione, cadono di fronte a un accordo trovato in mattinata con la Procura, e il caso viene archiviato. Lui, che ne esce incensurato, può continuare a guidare la F1, e lo stato tedesco incassa 73,66 milioni di euro. Con qualche polemica locale, sull’epilogo del caso che si chiude con un’intesa su una cifra da record. Accusato di aver pilotato la vendita dei diritti del Circus, corrompendo l’ex presidente della banca BayernLb, Gerhard Gribkowsky, con un versamento di 44 milioni di dollari, l’83enne britannico è stato certamente aiutato anche dalla sua avanzata età. In più di un’occasione il difensore ha argomentato, infatti, che il processo costituisse un gran peso dal punto di vista fisico per il suo assistito. Dieci anni di carcere, la pena che rischiava, sarebbero stati probabilmente insostenibili. Il caso del quale risponde il boss della Fomula 1 risale al 2006, quando l’istituto di credito curava la vendita dei diritti, in seguito al fallimento della società del taycon Leo Kirch. Secondo l’accusa, Ecclestone sarebbe intervenuto per favorire la società amica CVC. Il versamento di denaro è stato riconosciuto. E del resto per la stessa vicenda, Gribkowsky ha dovuto scontare, per un processo chiuso due anni fa, una pena di otto anni e mezzo di carcere. La Procura ha sostenuto oggi che l’accordo economico sia «giustificato» viste le condizioni generali del processo: la lunga durata, l’età dell’imputato e diverse altre circostanze attenuanti. A questo punto il giudice si è rivolto direttamente a lui: «I fondi sarebbero versati velocemente?», gli ha chiesto. «Yes» ha risposto Ecclestone, assicurando che pagherà entro una settimana. La decisione è «un atto dovuto», secondo il legale Sven Thomas, che ha aggiunto: «nulla a che fare con l’acquisto della libertà». «Ho la sensazione che sia sollevato, e ho molto rispetto per la tenuta dimostrata in questo processo», ha concluso. «Per noi non si pone la questione di una sconfitta o di una vittoria», ha commentato invece il procuratore Thomas Steinkraus-Koch. Decisivo è stato essere riusciti a portare le accuse davanti al giudice.

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