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La Germania riapre le indagini sulla strage di Sant’Anna Stazzema

La Germania riapre le indagini sulla strage di Sant’Anna di Stazzema: 560 vittime, tra cui 107 bambini e molte donne ed anziani, trucidati dalle SS il 12 agosto 1944. C’è chi parla di «decisione storica», anche se l’unico che rischia di finire alla sbarra è il 93enne Gerhard Sommer. Dei dieci ex militari nazisti condannati all’ergastolo in Italia nessuno ha mai fatto un giorno di carcere e certo non ci finirà Sommer, che vive in un ospizio, ma comunque la decisione odierna della Corte federale di Karlsruhe ha una sua valenza «politica» e, dice il legale che rappresenta le vittime dell’eccidio, «dà torto al presidente Joachim Gauck». La vicenda giudiziaria della strage di Stazzema affonda nel polveroso «armadio della vergogna» dove anche questo fascicolo è rimasto occultato per oltre 40 anni. Le indagini, avviate dunque con grande ritardo, portarono comunque la procura militare della Spezia ad individuare i responsabili del massacro: «un atto terroristico, un’azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio con l’obiettivo di distruggere il paese e sterminare la popolazione», hanno accertato le indagini coordinate da Marco De Paolis, oggi procuratore militare di Roma. Dieci le sentenze di condanna all’ergastolo, nel 2005. Pene confermate in appello e nel 2007 in Cassazione, ma mai eseguite, nonostante le richieste dei giudici con le stellette, cadute sempre nel vuoto. La vicenda approda dunque davanti alla magistratura tedesca ma, «al termine di approfondite indagini», il primo ottobre 2012 la procura di Stoccarda decide di archiviare. Secondo i magistrati, non è possibile processare gli otto ex SS all’epoca ancora in vita per l’impossibilità di provare le loro responsabilità individuali e l’aggravante della premeditazione. Contro questa decisione fanno ricorso i familiari delle vittime della strage, sostenendo che molte prove erano state trascurate e portandone di nuove, ma il 21 maggio 2013 l’istanza viene respinta dalla procura generale di Stoccarda che decide di non procedere nei confronti dei superstiti, tutti ultranovantenni e nel frattempo scesi a cinque. Ma l’associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema non si da per vinta e impugna anche questa decisione, ottenendo finalmente «giustizia». Oggi la Corte federale di Karlsruhe ha annullato le decisione della procura generale di Stoccarda, disponendo la trasmissione degli atti alla procura di Amburgo, la città dove risiede Sommer. Oltre a lui sono solo due gli ex nazisti accusati dell’eccidio ancora in vita, ma non sono in grado di stare in giudizio. L’allora tenente delle SS, accusato di aver ordinato al suo plotone la fucilazione di donne ed anziani, è invece stato ritenuto capace di intendere e di volere: «è stata fatta una perizia, dalla quale è emerso che Sommer, che vive ad Amburgo in un ospizio, è perfettamente in grado di seguire il processo e di difendersi», spiega l’avvocatessa Gabriele Heinecke, che rappresenta il presidente dell’associazione Martiri, Enrico Pieri. Il legale parla, a ragione, di un «grande successo. La decisione della Corte ci dà ragione e rigetta le assurde motivazioni» della Procura generale di Stoccarda. La riapertura del caso non sarà immediata, ma secondo l’avvocatessa è destinata a migliorare i rapporti fra Italia e Germania, incrinatisi proprio in seguito alla decisione di non incriminare le ex SS. «I magistrati hanno dato torto al nostro presidente Joachim Gauck. In un discorso, il Capo dello stato aveva sostenuto che non ci fossero le possibilità giuridiche per perseguire gli accusati. Evidentemente ha sbagliato». «Molto soddisfatto» della decisione della corte di Karlsruhe è anche il procuratore De Paolis, l’artefice del processo italiano finto con i dieci ergastoli. «C’è piena soddisfazione – dice – da parte della giustizia militare italiana perchè è difficile spiegare come per lo stesso fatto, con gli stessi imputati, ci possano essere da una parte dieci condanne all’ergastolo passate in giudicato e, dall’altra, una sentenza di archiviazione secondo cui non ci sono nemmeno i presupposti per fare un processo. Ora questa discrasia sembra superata, con un allineamento della giustizia tedesca a quella italiana: è un fatto molto importante, soprattutto per i familiari delle vittime della strage». Familiari per i quali parla il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, che precisa: «noi siamo assetati di giustizia, non di vendetta. Questa notizia positiva giunge a pochi giorni dal 70esimo anniversario della strage. Ora c’è più speranza che chi si è macchiato di questo orribile crimine possa sentire su di sè il peso di ciò che ha commesso».

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