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MALTEMPO/ Torrente esonda nel Bresciano, cento sfollati

Nessuna vittima, nessun ferito. Ma certo a Sonico, comune di poco meno di 1.300 abitanti della bresciana Valle Camonica, di paura ce n’è stata, e tanta: a causa della valanga d’acqua caduta in poche ore (ben 60 mm, di cui 45 solo tra mezzanotte e mezza e l’una e mezza) il torrente Re è uscito dagli argini, trascinando con sè fango, pietre, alberi nel centro abitato. Non erano ancora le due di notte che nel giro di pochi minuti le strade son diventate torrenti, tanti garage pozze di fango; qualcuno è anche salito sul tetto di casa per timore di essere raggiunto dal muro d’acqua. La Protezione civile ed i vigili del fuoco hanno fatto lasciare le loro case ad un centinaio di persone; qualcuno ha trovato ospitalità da parenti, qualcun’altro nel centro allestito dal Comune. E già in mattinata sono cominciati i sopralluoghi per valutare l’agibilità di abitazioni e strutture; effettuate anche indagini in quota in elicottero. A fine giornata tre abitazioni, di cui una non abitata, sono state dichiarate inagibili: una ha il seminterrato ancora coperto di fango; un’altra ha subito danni strutturali. Il Comune ha fatto sapere di avere già trovato alloggi per le due famiglie sfollate, una decina di persone in tutto. Tutti gli altri potranno fare ritorno a casa. «Hanno un carattere montano, tutti stanno lavorando» per ripulire strade e case, ha detto il sindaco, Gian Battista Pasquini. Ancora presto per stimare i danni, che però «sono ingenti». Nel frattempo è già stato disposto l’avvio dei lavori di pulizia dell’alveo del torrente Re e di sgombero della briglia a monte dell’abitato, dove «ci saranno 2 mila metri cubi di materiale da spostare», stima il primo cittadino, per evitare che nuove piogge possano far esondare un’altra volta il torrente. Anche se ormai «la situazione è sotto controllo», restano attivi il Centro operativo misto e l’Unità di crisi locale; istituito anche un presidio permanente dei vigili del fuoco; costanti i pattugliamenti di Carabinieri e Guardia di Finanza. Tutto per precauzione, nell’attesa della riunione del Centro coordinamento soccorsi che si terrà domani mattina in Prefettura a Brescia per fare il punto della situazione. È la terza volta in tre anni che Sonico deve fare i conti con frane ed esondazioni: a luglio 2012 una frana staccatasi dalla Val Rabbia aveva abbattuto il ponte che univa la frazione Rino a Sonico; lo scorso ottobre la piena del fiume Oglio aveva inondato la strada statale 42, che era stata chiusa al traffico per qualche giorno. La pioggia continua a colpire l’Italia. Nel pomeriggio violenti nubifragi si sono abbattuti su Verona e Perugia. Sulla città veneta c’è stata anche una forte grandinata e si sono allagati tutti sottopassi. Nel capoluogo dell’Umbria invece la pioggia è stata accompagnata da forti raffiche di vento.

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