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PIEMONTE/ Chiamparino azzera l’organizzazione ospedaliera di Cota

Da ora in poi per la sanita’ della regione Piemonte la parola chiave diventa ‘programmazione’. E’ quanto hanno annunciato, oggi, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della regione Sergio Chiamparino e l’assessore Antonio Saitta. “Mi pare – ha detto Chiamparino – che stiamo dando segnali di governo forte in un settore che ne aveva davvero bisogno”. “Oltre al piccolo incremento per il 2014 – ha spiegato Saitta, illustrando i risultati dell’incontro a Roma di ieri per il riparto del fondo sanitario – abbiamo gia’ indicazioni certe sul +2% circa all’anno sia per il 2015 che per il 2016, un dato che, prudenzialmente, ci fara’ ragionare di ulteriori 150 milioni in piu’ per ognuno dei prossimi due anni, considerando che a settembre ci riuniremo per concordare gia’ il riparto regione per regione per il fondo sanitario del 2015”.
“I ministeri della salute e dell’economia – ha spiegato ancora Saitta – da tempo contestavano al Piemonte la necessita’ che i budget di spesa venissero determinati sulla base di un’effettiva ed accurata programmazione annuale della domanda sanitaria e della relativa offerta. Se consideriamo che la sanita’ in Piemonte (budget complessivo annuo di circa 8 miliardi e 400 milioni) destina oggi l’8% del fondo regionale ai privati (pari a circa 630 milioni di euro l’anno), ci rendiamo facilmente conto dell’assoluta necessita’ di rispondere a queste indicazioni nazionali, prima che sia troppo tardi”. Per questo, ha proseguito l’assessore alla sanita’ “la regione Piemonte si riprende il proprio compito di autonomia nella programmazione della rete ospedaliera e lo fa nel rispetto dei parametri e dei vincoli imposti dal patto della salute e del Regolamento”. Saitta ha spiegato, quindi, che e’ stata decisa la sospensione formale della delibera approvata dalla giunta Cota il 21 maggio “a poche ore dall’apertura delle urne per le elezioni regionali” riguardante la rete ospedaliera e quella relativa alla nomina di nuovi primari. In questo modo, e’ stato illustrato ancora, “si torna al passato per quanto riguarda il numero di posti letto; si bloccano le nomine di nuovi primari; si sopende la norma per cui dal 1 gennaio 2014 si poteva accedere ai ricoveri nelle strutture private accreditate senza privilegiare i casi delle dimissioni post acuzia”. “In questo modo – ha concluso Chiamparino – riapriamo una fase di programmazione alla luce di quanto previsto dal Patto per la salute. Non ci nascondiamo che ci sara’ una fase molto difficile e densa di conflittualita’, me deve essere chiaro che il sistema sanitario serve non a garantire i primariati ma la salute dei piemontesi”.

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