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IRAQ/ Mogherini, valutiamo misure. Non solo umanitarie

Il Kurdistan iracheno, assediato dai jihadisti dell’Isis, chiede aiuto all’Italia, «e non solo sul versante civile». L’Italia risponde valutando «nuove iniziative» da intraprendere in favore dell’Iraq, che potrebbero non essere solo di aiuto umanitario. È il ministro degli Esteri Federica Mogherini a riferire, in un’intervista tv, dei colloqui in corso «in questi giorni» tra la Farnesina, Palazzo Chigi e ministero della Difesa per decidere le eventuali misure da intraprendere. «Sono stata a lungo al telefono con il presidente curdo Barzani l’altro ieri – ha spiegato il capo della diplomazia italiana – che mi rappresentava la necessità di avere una forma di cooperazione, e non soltanto sul versante civile». È chiaro, ha poi aggiunto Mogherini, «che c’è bisogno di una mobilitazione internazionale». Pochi giorni fa, proprio dall’Iraq dove si era recato in visita, anche il viceministro Lapo Pistelli aveva invocato dalla comunità internazionale un sostegno «rapido e tangibile al governo regionale curdo e ai peshmerga che da soli tentano di contrastare i miliziani jihadisti lungo un fronte militare di oltre 1000 chilometri». Alla Difesa sottolineano che al momento non ci sono state riunioni a livello di Stati Maggiori e che ogni valutazione verrà fatta nei prossimi giorni proprio alla luce dei contatti avuti in queste ore dal governo italiano con i partner internazionali. «Valuteremo – dice una fonte qualificata di via XX settembre – se e quando mettere in atto iniziative. Che, comunque e in ogni caso, saranno sempre concordate e attuate in un quadro internazionale». Secondo Mogherini, devono essere «i ministri degli Esteri dell’Unione europea a prendersi le responsablità politiche» per le numerose crisi in atto «attorno ai confini dell’Europa». Bisogna «soprattutto capire quali pressioni politiche, quali azioni comuni si possono fare insieme». E mentre gli Stati Uniti continuano a bombardare le postazioni dell’Isis vicino a Erbil, ‘capitalè del Kurdistan iracheno, Francia e Gran Bretagna si sono già mobilitate nel distribuire aiuti nelle aree dove migliaia di civili cercano rifugio dalla violenta avanzata dei jihadisti. Due aerei C130 britannici hanno paracadutato viveri e tende sul monte Sinjar, dove sono intrappolati gli Yazidi, mentre il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius è volato oggi prima a Baghdad, poi a Erbil, per sovrintendere personalmente alla consegna degli aiuti francesi. Al momento Parigi non prevede però un intervento militare, ha precisato Fabius, ma solo un contributo umanitario. L’Italia potrebbe associarsi a questa campagna umanitaria internazionale oppure, come ha lasciato intendere il ministro degli Esteri, spingersi oltre.

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