| categoria: Dall'interno

I gestori degli stabilimenti: fermate i vu cumprà, infestano le spiagge

La contraffazione del made in Italy li tocca ma non più di tanto. Ai gestori degli stabilimenti balneari sta soprattutto a cuore «fermare quel flusso ininterrotto di vu cumprà che infestano le spiagge italiane e minano la tranquillità dei vacanzieri continuamente tartassato mentre prendono il sole o leggono un libro» dice all’ANSA il presidente del Sib Riccardo Borgo. Che concorda in pieno con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. «Lo so che sono i poveri cristi terminali di un giro ben più ampio ma bisogna risolvere il problema in qualche modo. Meno male che si muove qualcosa. Anni fa erano quasi una curiosità ora sono un fiume ininterrotto, cinesi, senegalesi, indiani, ora – dice – ci si sono messe anche le massaggiatrici». «Ci tocca intervenire per evitare guai maggiori. A volte sono molto insistenti, quasi aggressivi – racconta Borghi -. Negli ultimi anni il numeri è esploso. Si dividono il territorio, sono 20-25 per singola spiaggia e poi passano e ripassano almeno 4- 5 volte, faccia il conto». Almeno 120-130 transiti al giorni. «Infatti. Cerchiamo di impedire che passino tra gli ombrelloni e lettini ma niente da fare». La soluzione per Borghi, «è quella di intervenire a monte sui punti di produzione e poi su quelli di smistamento del sistema di cui i vu comprà sono solo gli anelli ultimi. Insomma, qualcosa bisogna fare

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